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Cenone di Capodanno con un tovagliolo particolare

Cenone di Capodanno con un tovagliolo particolare
di Nicoletta Tancredi

come-apprecchiare-la-tavola-di-capodannoPer il cenone di Capodanno, anche se si aspetta la mezzanotte in casa, la tavola deve essere impeccabile.
Perciò stasera finalmente mangeremo nei piatti col filo di platino! Anzi, no! Meglio di no! Considerato che ci sono le bambine, meglio usare i piatti di seconda scelta. Bianchi, belli comunque, di design, niente filo in platino, però. Non importa. Certo che seppure si dovesse rompere un servizio della seconda scelta, sarebbe peccato.
Passiamo allora alla terza categoria: i piatti colorati di tutti i giorni. Perché no? Fanno tanta allegria!
E i bicchieri?
Certo sarebbe chic bere in quelli di cristallo. Ma con due bambine a tavola… E con Camilla che ha il vizio di tirare la tovaglia…
Allora, facciamo così: quelli di cristallo li teniamo da parte per il brindisi della mezzanotte; per il resto della cena, beviamo in quelli dell’Ikea. Ma sì, che importa? Tutto sommato, a pensarci bene, va bene l’Ikea anche per il brindisi. I flute svedesi fanno scena lo stesso e seppure se ne dovesse rompere uno, non rischiamo di rovinare il servizio. Vada per quelli svedesi, dunque. I nord europei hanno più senso pratico di noi. Abbiamo solo da imparare.
E allora, benissimo, mettiamo la tovaglia.
Ricamata a mano? Ma, no, in fondo anche questa che ho preso all’outlet va bene. Non è che non sia di qualità, solo non è pregiatissima. Ma almeno, se si sporca, lavarla non è complicatissimo. E poi la tavola è elegante lo stesso. Anzi di più.
Ottimo, passiamo alle candele.
Mi piacerebbe tanto apparecchiare con quei candelabri di cristallo! Sembrano dirmi “prendimi” ad ogni occasione speciale. E questa lo è indubbiamente. Poi la luce ha un valore simbolico non indifferente. Tutto vero. Ma sai le bambine che ti combinano, se vedono i candelabri a tavola? Perciò rimandiamo il cristallo all’anno prossimo, quando Paola e Camilla saranno più grandi. Per stasera, facciamo così: mettiamo queste piccole candele prese in cartoleria. A forma di alberello, bianco e dorato. Son carine lo stesso. Le mettiamo a galleggiare in un contenitore di vetro trasparente, con l’acqua. Così non c’è pericolo di nulla.
Benissimo così! E poi c’è da considerare che indubbiamente l’occhio vuole la sua parte, ma è il gusto che si deve soddisfare prima di tutto. E allora stasera linguine allo scoglio, frittura con insalata, contornini vari e dolce. Tutto fresco, nulla di surgelato, tutto fatto a mano, che è tutto il pomeriggio che sto in cucina.
Ah attenzione dimenticavo i tovaglioli.
Prendiamo questi. Sono di carta, ma su c’è disegnato Babbo Natale. Insomma d’effetto. Che poi con i piatti colorati, i bicchieri dell’Ikea e le candeline nella bacinella con l’acqua, è tutto molto variegatamente alternativo. Una tavola giusta per chi cena con due bambine piccole.
Allora, buon appetito!
Brindisi augurale, Paola che fa prosit col biberon. Camilla, occhioni belli, guarda sazia eppure interessata. Gli scampi, ad esempio, quelli non li ha mai visti e ha tutta l’aria di chi li lancerebbe volentieri a terra.
Poi una parola, poi l’altra. Ma Paola a star fuori dalla conversazione proprio non ci sta. È per questo che cerca di attirare l’attenzione. E per ottenerla, di tanto in tanto si toglie un calzino. “Mamma, civolo” (Mamma l’antiscivolo) e lì a rimetterlo. Una volta. Due. Tre.
“Ma ora basta, Paola, se te lo togli di nuovo resti scalza. Scalza a Capodanno, scalza tutto l’anno, pensaci!”
calzinoE mio marito, serio, sequestra il calzino di Paola. “Ora non lo metti più”.
Paola non sembra preoccuparsi. Riprendiamo la cena, una chiacchiera, un’altra, un sorso di vino, una vongola, un calamaretto. Paola ormai sembra aver capito. Ogni tanto la conversazione include anche lei, altrimenti protesta. Camilla con un pezzo di pane pure sta tranquilla. Oh finalmente, che pace! Che serenità!
Sarà pure tutto apparecchiato alla buona, ma siamo felici così.
Bene dunque i piatti giornalieri, bene i bicchieri Ikea, bene i tovaglioli di carta con babbo Natale.
A proposito “ma dove sono i tovaglioli?” chiede mio marito, tra lo stizzito e il divertito.
“Quelli di lino non li ho messi, perché ….”
“No, no, quelli di carta, di Babbo Natale!”
Passi tutto, ma nel pulirsi le labbra, pregustando il dolce, ha sentito sulla bocca qualcosa di gommoso. Di sporco e gommoso. È il calzino antiscivolo di Paola: nel porlo sotto sequestro, se l’era poggiato sulle ginocchia!
E buon anno a tutti!

Piccole e (in)confutabili verità di Mummybook

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