Mar. Lug 16th, 2019

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I Redentoristi d’accordo con don Manganiello sulle feste religiose

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Padre Antonio Proietto: “La Chiesa con coraggio dica di no a qualsiasi elemento inquinante”

Don Aniello Manganiello

La Famiglia Redentorista spezza una lancia in favore della battaglia di don Aniello Manganiello di “purificare” la religiosità e la fede da ritualità paganeggianti che, di fatto, svuotando le manifestazioni religiose dei suoi significati più profondi, hanno consegnato  molte feste patronali alla gestione della camorra.
Tutti ricorderanno la drastica posizione assunta dall’ex parroco guanelliano di Scampia contro la festa dei Gigli di Nola, che andrebbe abolita (è il suo pensiero più volte ribadito) proprio per sottrarla al controllo dei clan. La posizione durissima di don Manganiello è tornata alla ribalta nei giorni scorsi con la distruzione, per ordine della magistratura, del Giglio della paranza “Insuperabile” di Barra, popoloso quartiere di Napoli. Quel Giglio, costruito con le intimidazioni ai commercianti, avrebbe dovuto sottolineare il nuovo potere del potentissimo clan dei Cuccaro.
A distanza di circa quattro mesi dalla sfida lanciata da don Aniello e pochi giorni dopo il nuovo fatto di cronaca che ha riportato alla ribalta il nesso religiosità-camorra, padre Antonio Proietto interviene sulle pagine della diffusissima rivista “in Cammino con San Gerardo”, organo ufficiale della Famiglia Redentorista, e dopo aver ricordato la drastica posizione assunta dall’ex parroco di Scampia (“il prete che rifiutò il matrimonio ad un camorrista e il battesimo ad alcuni figli di boss che non avevano dato alcun segno di voler cambiare vita”) affronta la questione nodale del rapporto tra rito e malavita. “Ritengo che in queste feste tradizionali, la criminalità miri a pre(te)ndere il plauso di tutta la cittadinanza tenuta, quale nuovo vassallo, a rendere omaggio al padrone di turno che, nella sua magnanimità, pensa anche al divertimento dei propri sudditi. La soluzione del problema non è nell’abolizione di tradizioni centenarie alle quali il popolo è molto legato – conclude padre Proietto – ma nel coraggio della Chiesa di saper dire di no a qualsiasi elemento inquinante”. In effetti, nelle ultime prese di posizione dei giorni scorsi, don Aniello Manganiello aveva proprio chiesto alle gerarchie ecclesiastiche di tirar fuori il coraggio per affermare una sostanziale diversità e, quindi, una piena autonomia da certe pratiche che segnano nei territori inquinati il trionfo di una mentalità prevaricatrice e prepotente lontana dalla più autentica religiosità.

3 thoughts on “I Redentoristi d’accordo con don Manganiello sulle feste religiose

  1. Era ora che dall’interno della Chiesa venissero fuori nuove voci, come questa della Famiglia Redentorista, contro la passività di gran parte dei preti che, affermando di fatto con la loro vita comoda la “neutralità” del cristianesimo, negano valore al Vangelo

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