Ven. Ago 23rd, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

I regali alle banche

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di Giuseppe Foscari
di Giuseppe Foscari *
Il professor Giuseppe Foscari
Il professor Giuseppe Foscari

Ma che razza di sistema economico ha costruito e continua a sviluppare il mondo occidentale? Pensiamoci un po’ sopra. É un meccanismo che si regge in massima parte sulle banche, molte delle quali agiscono pressoché incontrollate, benché non manchi una normativa in materia, drogano il mercato con operazioni finanziarie speculative con le quali succhiano e dilapidano il danaro di noi poveri consumatori-contribuenti-risparmiatori e, per giunta, vengono costantemente foraggiate e garantite dai governi. Talvolta esse mettono in piedi anche un sistema di scatole cinesi che non ti rimanda mai ad un responsabile in carne ed ossa che possa pagare per le avventate o disoneste soluzioni di investimento prospettate ai risparmiatori e spacciate per fonti certe di guadagno. Sicché, senza voler fare di tutta l’erba un fascio, molte banche si rivelano sempre più casse piene di danaro ma del tutto vuote di valori.
L’ennesima prova del destino infausto di questo capitalismo che ha accentuato i suoi caratteri selvaggi, di economia spinta all’eccesso, senza regole, è data da tutti i salvataggi di banche al collasso, sino al famoso e tenuto bail-in, a cui si aggiunge l’ultimo provvedimento in discussione presso la competente commissione parlamentare, che potrebbe diventare presto un decreto legislativo se non interverranno fatti nuovi che ne potranno – si spera – mutare completamente il corso e la prospettiva.
Esso riguarda i mutui e le abitazioni. La tematica è molto avvertita, perché la casa ha sempre rappresentato e rappresenta un bene-rifugio fondamentale nelle scelte di noi italici. Sin dai tempi dei romani, che amavano la casa come cifra del benessere al quale era arrivato l’Impero, fino ai tempi della roba di verghiana memoria e per arrivare ai giorni nostri, la casa resta il sale di una vita di stenti e sacrifici per i lavoratori. Un momento di affrancamento culturale e materiale dalla dipendenza e dalla schiavitù del “padrone di casa”, che rendeva la vita difficile e col quale i rapporti si risolvevano raramente in un accordo tra onesti gentiluomini. C’è sempre stato un qualcosa di patologico nelle frustrazioni del proprietario-locatore e anche in quelle dello sfigato affittuario, che nell’immaginario dei nostri padri doveva a tutti i costi emanciparsi da quell’atroce condizione di subalterno sociale.
Non che oggi sia cambiata molto questa percezione, ma l’accesso all’acquisto della casa si è ampliato e questo ha reso nel tempo il problema del mutuo soprattutto un nodo scorsoio per le giovani coppie e per gli affittuari storici.
La legge in discussione prevedrebbe la possibilità per le banche di entrare in possesso di un immobile soggetto a mutuo, nella sciagurata ipotesi di diciotto rate anche non consecutive non pagate (e prima erano addirittura sette!). Or dunque, i nostri giovani sono già penalizzati da un lavoro inesistente o precario, a nero e senza diritti, a ottocento euro al mese (quando va bene!), s’impegnano in un mutuo per comprare casa e hanno la mannaia della rata e, quindi, in buona sostanza, di un pignoramento della casa medesima da parte delle banche.
No! Io credo che un moderno e civile sistema socio-economico debba tutelare proprio chi vuole acquistare la casa, accompagnare i giovani nel pagamento, non lasciarli in balia di chi li può vessare, finanche sostituirsi nella rata con un fondo speciale quando viene meno il lavoro o vi sono intrinseche difficoltà economiche. Insomma, occorrono le garanzie sociali, occorre un nuovo welfare, non spendaccione, ma che riscopra il piacere di considerare gli uomini e le donne di questo nostro paese come un valore aggiunto da tutelare e non anime perse da lasciare sul ciglio della strada.

* professore di storia dell’Europa presso il Dipartimento di Scienze Storiche, Sociali e della Comunicazione dell’Università di Salerno.

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