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I salernitani ritrovano il vecchio amore e non chiamateli inceppati

I salernitani ritrovano il vecchio amore e non chiamateli inceppati
di Gianni Giannotti

Il cavalluccio simbolo della Salernitana

Eccola di nuovo. L’indimenticabile motivo intonato e portato al successo da Shel Shapiro dei mitici Rockers dei mitici anni Sessanta potrebbe essere la colonna sonora delle forti emozioni di queste ore. Eccola di nuova. Sì, è proprio lei, la Salernitana. E’ tornata dopo un anno, il più buio di una lunga storia tra luci ed ombre ma ultimamente sempre viva e palpitante ed in perenne attesa del Grande Giorno. Con la suggestiva denominazione – che gusto a dire Salernitana! – sono tornati colori e simboli, il granata e l’ippocampo. La svolta era nell’aria. E’ stato sufficiente che le cosiddette parti in causa ricordassero di essere intelligenti e soprattutto di avere un’anima. Perché la Salernitana è sempre stata nell’anima di una città che avrà pure avuto altri amori fugaci e passeggeri, ma nella pelle ha sempre avuto lei e soltanto lei.
Si è così felicemente chiusa una parentesi polemica ed infuocata. Nella tifoseria si era determinata una netta spaccatura. Alla stragrande maggioranza di nostalgici, visceralmente attaccati alla tradizione della Salernitana e irresponsabilmente definiti “inceppati” da chi dovrebbe pesare bene i concetti, non andava proprio giù di seguire e sostenere un intruso, il Salerno calcio, per quanto nobile e spocchioso.
Ora fortunatamente è tutto alle spalle. Si può ricomporre un fronte unito e guardare avanti con fiducia, sperando che i nuovi padroni dimostrino che Salerno sarà anche satellite nell’orbita della Lazio, ma come la luna ha un fascino irresistibile.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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