Home
Tu sei qui: Home » Archivio » Santuari, ritiri e pellegrinaggi dei più spietati clan

Santuari, ritiri e pellegrinaggi dei più spietati clan

Santuari, ritiri e pellegrinaggi dei più spietati clan

I boss santificano le feste e guadagnano soldi. I politici si indignano, i vescovi si costernano, i preti si scagliano dai pulpiti ed il popolo continua a far festa. Da Castellammare di Stabia a Crispano, dalla festa dei Gigli di Barra a quella di Nola, da Pagani a San Giovanni a Teduccio, la camorra cerca di legittimarsi attraverso la religione, le feste popolari e la Chiesa. Ci sono i luoghi, i santuari o le feste religiose dove non è mistero che camorra, ma anche ‘ndrangheta e mafia preghino i loro dei, le “loro madonne”. In Calabria, ad esempio, il santuario più visitato dalla ‘ndrangheta è quello oggetto della secolare devozione dei malavitosi a Polsi. In Sicilia, nel catanese, nei giorni di Sant’Agata l’autorità criminale stabilisce una tregua imperturbabile tesa anche a controllare la logistica e il business della festa, a partire dalle scommesse clandestine sulle corse delle Candelore.
Ai vertici della venerazione camorristica campana troviamo sicuramente l’icona della Madonna di Pompei, l’immagine religiosa storicamente più venerata dalla Camorra, tanto da essere presente anche in riti di iniziazione. Antonio Bardellino, capo della Nuova Famiglia e leader negli anni ’80 della cosca dei Casalesi, portò avanti per un lungo periodo il rituale della pungitura: il polpastrello destro dell’aspirante affiliato veniva punto con uno spillo e il sangue fatto colare sull’immaginetta della Madonna di Pompei, poi questa veniva fatta bruciacchiare su una candela e passata di mano in mano a tutti i dirigenti del clan. Se tutti gli affiliati baciavano la Madonna, il nuovo presentato diveniva ufficialmente parte del clan. Un santuario in ascesa presso le nuove camorre, risulta essere quello di Pignataro Maggiore, Caserta, il boss Raffaele Lubrano ucciso in un agguato di camorra nel 2002, fece restaurare a sue spese, nella sala Moscati attigua alla chiesa madre, un affresco raffigurante una Madonna. In maniera anche “frettolosa” la statua viene chiamata «Madonna della camorra», poiché a lei si sarebbero rivolti durante la latitanza a Pignataro Maggiore i più importanti boss di Cosa Nostra. Don Vincenzo Lubrano padre di Raffaele, quando fu assolto in appello organizzò un pellegrinaggio a sue spese con diversi pullman a San Giovanni Rotondo per ringraziare Padre Pio. Ogni sette anni a Guardia Sanframondi, Benevento, si svolgono i Riti Settennali di penitenza in onore dell’Assunta che coinvolgono l’intera comunità. Recentemente la cittadinanza è insorta quando Roberto Saviano ha lanciato sospetti sulla presenza tra “gli incappucciati battenti” di Guardia Sanframondi, di esponenti della Camorra ma anche della «Sacra corona unita» e della «n’drangheta». Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e l’assessore Narducci, di recente, hanno deciso di “sottrarre” la festa dei Gigli di Barra al controllo dei clan con una delibera e un protocollo d’intesa con la municipalità, per regolare in maniera dettagliatissima i permessi e l’organizzazione della festa e per mettere fuori gioco camorristi e affini, con una serie di regole stringenti e soprattutto con una pubblica abiura della camorra. In un altro quartiere di Napoli, nel Duemila, venne annullata la popolare festa di San Vincenzo alla Sanità: la processione del “monacone”, il frate con le ali, si era ritrovata al centro di una guerra tra due clan della camorra, ognuno dei quali chiedeva la tangente proprio per organizzare la festa. Da una festa dei Gigli all’altra, da un’influenza all’altra: a Nola si riscontra addirittura una sovrapposizione tra eventi religiosi e attività amministrativa con un’influenza fortissima delle “paranze” – i gruppi organizzati per il trasporto delle grandi macchine a spalla – sull’attività del Comune, fino a decidere anche per l’elezione o meno dei consiglieri comunali.
(m.a.)

 

Di’ la tua: #chiesaemafie

Informazioni sull'Autore

Numero di voci : 1292

Lascia un Commento

© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

Scroll in alto