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I sondaggi premiano Caldoro, la rivolta anti Regione paralizza Napoli

I sondaggi premiano Caldoro, la rivolta anti Regione paralizza Napoli

Sebbene il governatore della Campania Stefano Caldoro sia tra i presidenti di Regione più apprezzati in Italia, secondo lo studio Monitoregione di Datamonitor, istituto di ricerca del gruppo Bse, l’economia reale in Campania, la mancanza di lavoro e le proteste di molti misurano tutta un’altra realtà: ad esempio proprio oggi – giornata della diffusione dei dati Monitoregione che premiano Caldoro – a Napoli c’è stata una giornata di proteste e blocchi stradali. Molte le vertenze sul tappeto, tutte con un unico denominatore: risposte per il proprio futuro occupazionale e pagamento degli stipendi arretrati. Dopo una serie di presidi e rallentamenti al traffico cittadino, restano ancora incatenati ai cancelli della sede della Regione Campania, in via Santa Lucia, due lavoratori dell’Astir, società “in house” della Regione per le bonifiche ambientali. I dipendenti, circa 350, da sei mesi sono senza stipendio e il prossimo 18 settembre, il Tribunale di Napoli potrebbe sancire il fallimento della società. Nel pomeriggio un operaio si è anche arrampicato su un palo della luce, proprio di fronte a Palazzo Santa Lucia, in segno di protesta ed è rimasto a un’altezza di circa 12 metri per un paio d’ore. La situazione non è mai degenerata, ma i lavoratori non intendono abbandonare il presidio. In merito alla situazione, l’Amministrazione regionale ha reso noto che, «pur a fronte della complessità dei problemi di ordine finanziario che afferiscono alla società, si sta profondendo ogni fattivo impegno nell’assunzione delle azioni adeguate a salvaguardare i livelli occupazionali di tutti i lavoratori» ribadendo che si è intenzionati a «promuovere ogni idonea misura a tutela degli interessi della società per i crediti vantati presso terzi».
Traffico impazzito, poi, soprattutto in mattinata, in città per la paralisi dei mezzi dell’Anm (Azienda napoletana mobilità). I dipendenti della ditta di pulizie Cns (Consorzio nazionale servizi) hanno, infatti, bloccato per circa 5 ore l’entrata e l’uscita di bus, filobus e tram dai sei depositi dell’azienda. Un blocco, iniziato alle 5 e terminato poco prima delle 11. In una nota, l’azienda ha stigmatizzato «il comportamento di coloro che danneggiano l’immagine dell’Anm e creano gravi disagi ai cittadini napoletani». Una protesta che, di fatto, ha impedito l’uscita di 450 automezzi. Oggi prima giornata di sciopero anche per i lavoratori delle ditte che si occupano della pulizia, del facchinaggio e della manutenzione del verde nella base Nato di viale della Liberazione a Bagnoli. Una processione di protesta, con tanto di bara e croce, e distribuzione di volantini, è stata inscenata dai dipendenti e dalle loro famiglie per difendere il proprio posto di lavoro. La preoccupazione dei manifestanti riguarda lo spostamento della base da Napoli a Lago Patria e la conseguente non garanzia per il mantenimento degli attuali livelli occupazionali.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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