Mar. Giu 25th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

I sottili veleni dei farisei di ogni tempo

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di Carmelo Currò
di Carmelo Currò

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Che cosa si sta stringendo intorno a Francesco I?
Se il suo predecessore fu spiato, osservato, circondato fin dentro i suoi appartamenti privati, questa volta pare che quanti vogliono portare sospetti, disordini e problemi alla Chiesa, procedano in maniera meno maldestra, e usando come cavallo di Troia persino entusiasti e forse inconsapevoli sostenitori della Cattolicità imperante; persone che cercano di farsi strada a suon di libri, testi filosofici, dichiarazioni trionfali, ad esclusivo vantaggio delle proprie presunte posizioni ideologiche ortodosse e sante, e non certo dei problemi pratici della povera gente.
In altre parole, osservazioni sottili e considerazioni intellettuali insinuano nei fedeli che hanno la pazienza di leggere tali sovrabbondanze di parole, paroloni e orazioni, una lieve ma crescente incertezza sulla bontà degli atti e delle dichiarazioni pontificie.
A mio avviso, è possibile che demolisci oggi, insisti domani, sii insofferente nella settimana ventura, potrebbe essere che poco a poco venga sottratto al Papa quell’alone di simpatia, entusiasmo e carisma che Egli è riuscito a ripristinare in pochi mesi dopo le disavventure e l’abdicazione che hanno contrassegnato il pontificato di Benedetto XVI. Questa volta, per di più, non sono soltanto ammuffiti teologi, moralisti ottocenteschi ripescati in biblioteche, politici prestati alla Dottrina cristiana, a fare da portabandiera per questi difensori ad oltranza della Chiesa. Ma gli scontenti, i dispiaciuti, i delusi, gli esclusi dalle sacre stanze dei bottoni, cercano di consegnare, attribuire, affiggere, imporre l’insegna dei loro brontolii nientemeno che all’ex-papa Benedetto XVI il quale, per quanto ne sappiamo, vive la sua vita di preghiera in una silenziosa clausura.
Lancio di foto in internet, frasi di incontenibile rimpianto su facebook. Dispiaceri inconsolabili, ricordo delle sue virtù. A molte critiche nei confronti di Papa Francesco viene associato immancabilmente qualcosa che riguarda nel bene Benedetto XVI e vengono postate le sue innumerevoli fotografie.
Il tutto mi ricorda quel libro che quando ero ragazzino (erano anni in cui tanti degli attuali tradizionalisti nostrani vestivano i panni di entusiasti eredi dei sessantottini) mi mandò un grande e vero cattolico tradizionalista brasiliano: il Principe Dom Bertrand di Orléans e Bragança. Si trattava del libro di uno studioso anche lui brasiliano, Plinio Correa de Oliveira, vessillo del tradizionalismo internazionale e, devo dire, anche delle sue esagerazioni: Trasbordo ideologico inadvertito y dialogo, un volume molto lucido e interessante che allora mi aprì la mente su molte operazioni politiche spacciate per culturali. Insomma, nel volume si spiega come i nemici della Religione riescano a far passare il loro pensiero sostenendo argomenti apparentemente innocui o lontani dall’obiettivo che si intende colpire. Una specie di quel che oggi chiameremmo messaggio subliminare.
Anche l’intervista recente al cardinale Kurt Koch, per esempio, ossia un normale oggetto di dibattito ecclesiale, viene rigirata in queste ore come meglio si crede. Il cardinale svizzero, a proposito del matrimonio e dei divorziati, ricorda come il Papa sia per una pastorale che aiuti le coppie e “non su una pastorale del matrimonio che discuta sulla dottrina”.
Ma anche per quella che sembrerebbe una ovvietà, non si manca di precisare come Koch e in pratica Francesco I, si siano posti sulle stesse posizioni di Ratzinger-Benedetto XVI. Quasi che la Dottrina cattolica sia stata impiantata e spianata dall’ex-papa. E quindi che se qualcosa di buono si fa o si dice oggi, si seguono semplicemente le sue orme.
Questo è un esempio recente e molto garbato. Ma poi basta scorrere i commenti dei “nostalgici” di Ratzinger per capire l’aria che tira. Un crescendo di proteste ci dirà che c’è stato una scadimento nel protocollo vaticano, che il Papa sta facendo pulizia inappropriata in diversi Dicasteri, che la Chiesa sta diventando sempre più simile all’Onu, che i cattolici stanno accogliendo il pensiero laico mediatico ridimensionando la Dottrina a favore di una prassi che viene dal mondo. Per giungere poi agli attacchi diretti, come quelli a proposito della comprensione verso gli omosessuali. Leggo testualmente fra i tanti post lanciati su Facebook: “è quasi un anno che è stato eletto. quasi un anno che diciamo sempre e solo: strumentalizzano le sue parole. Questo non è possibile, non ci sono prese di distanza categoriche”. Oppure: “prima o poi papa Francesco deve svelare tutto il suo pensiero anche su questo tema, poi voglio sapere quale premio gli daranno in futuro”.
Per finire con l’evocazione del segretario stesso dell’ex-papa che in un suo intervento su un giornale avrebbe personalmente dichiarato: “Molti di quelli che si erano mostrati entusiasti per Francesco rimarranno con la gioia strozzata in gola”.
Insomma, dopo aver insinuato, gli avversari di Francesco I mostrano le proprie idee senza troppo garbo. È facile immaginare cosa si nasconda dietro questi attacchi. Di veramente dottrinale, molto poco. Con Francesco I si “rischia” il ritorno della Chiesa a una popolarità planetaria. Secondo le stime riportate da diverse agenzie di stampa, negli ultimi decenni il Cattolicesimo continua a crescere in misura che va molto al di sopra del normale aumento della popolazione mondiale, e quindi il fenomeno è dovuto al continuo aumento delle conversioni. Paesi come l’Inghilterra o la Corea del Sud ma anche l’intera Africa subsahariana, registrano un livello di conversioni che non si sarebbe stimato possibile negli scorsi decenni. Basta pensare che i Cattolici coreani (forse ne esistono ancora clandestinamente anche in Corea del Nord) hanno lanciato l’ambizioso programma Venti Venti: un piano inteso a costituire il venti per cento della popolazione complessiva del Paese entro il 2020. È chiaro che figure carismatiche come Giovanni Paolo II o Francesco I hanno potuto e possono segnare un punto di forza, l’elemento d’eccellenza visibile in questo sforzo di espansione globale della Chiesa di Roma.
È chiaro anche, però, che tutte le forze da sempre avversarie della Chiesa non si limiteranno a guardare. Dai tempi delle eresie medievali e fino ai regimi antireligiosi di questo secolo (ricordo anche le tante persecuzioni scatenate per esempio contro i protestanti, gli ortodossi, gli ebrei, i buddisti, i bahai), sarebbe superfluo menzionare le deludenti e sanguinarie alternative laiche al riscatto dell’umanità.
Con un’opinione pubblica molto più informata e partecipe di quanto non lo fosse fino alla seconda metà del secolo scorso, potrebbe essere dunque opportuno adoperare metodi di accerchiamento morbido, inavvertibile. Metodi in cui la cultura, la filosofia, la Dottrina stessa della Chiesa possono venire usate per tentare di scardinare dall’interno l’Istituzione ecclesiale, molto più di quanto abbiano potuto fare nei secoli le persecuzioni o, più recentemene, la piaga della pedofilia o gli attacchi mediatici.
“Timeo Danaos et dona ferentes”. Mi fanno paura i Greci che portano doni ai Troiani, diceva il poeta. E a molti Cattolici oggi fanno paura quelli che portano in dono foto di Benedetto XVI e volumi di teologia.

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