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“Idee regalo” innovative: dalla Cocacola alla Cocaina

“Idee regalo” innovative: dalla Cocacola alla Cocaina
di Roberto Lombardi

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La mia mamma, quest’oggi, prima di accompagnarmi a scuola, come fa tutte le mattine, mi ha infilato, di nascosto, nel panierino, una girella alla nocciola imbottita di crack. Lei sa che mi aiuta nei momenti più difficili della giornata scolastica, quando in classe la maestra ci obbliga a noiosi minuti di ripetizione a memoria di versi di oscuri poeti ottocenteschi. È bello sapere che nella vita puoi contare su qualcuno che ti vuole veramente bene, e che è al tuo fianco sempre, anche quando gli stupefacenti ti fanno barcollare e gridare frasi insensate, ma così colme di originalità e di fantasia: «Il pulcino Pio, il pulcino Pio, il Pulcino Pio, il pulcino Pio». Ma in famiglia, una sacra famiglia, la corona della mia testa, una famiglia davvero unita, non c’è solo la mamma a preoccuparsi per tutti: anche il mio babbo fa la sua parte. Ieri abbiamo festeggiato il diciottesimo compleanno del mio fratellino e papà gli ha fatto un regalo che più bello non si può immaginare. Già dalla scorsa settimana lo avevo visto, il mio babbo, armeggiare su internet: cercava il regalo giusto per il mio caro fratellone. Si era collegato con un sito asiatico dove si vendono schiave. Tutto in regola: tutto fatturato e igienicamente controllato. Lui si è guardato ben bene tutto il catalogo della ditta che esporta schiave in tutto il mondo, e poi ha scelto una sensualissima sedicenne, corrispondente al nome in codice di Pornella, e l’ha comprata pagandola, con la nostra carta di credito Happy Family, ben seimila euro. La minorenne ci è stata recapitata in appena 48 ore (che cosa non riesce a fare la globalizzazione per la famiglia moderna). Ebbene il babbo si è chiuso in camera da letto con la merce appena acquistata per controllare che non fosse contraffatta e non fosse pericolosa, come tanti di quei giocattoli e toys provenienti dall’est asiatico e che non raramente contengono sostanze nocive per la salute di noi ragazzi. Il mio papà ci tiene davvero alla nostra salute fisica e psichica. È per questo che si è deciso a spendere questa cifra per il mio fratello maggiore. Il mio babbo è preoccupato, perché Christian, così si chiama il mio fratellone, mostra segni di ambiguità di genere. Ha un modo di fare un po’ affettato, un po’ mellifluo. Insomma il babbo ha detto che lo vuole raddrizzare lui, il suo figliolo, e che per riuscirci non avrebbe badato a spese. Ora è convinto che con la schiavetta Pornella, Christian uscirà dalla sua ambiguità e diventerà adulto. Comunque, ha aggiunto, se proprio Pornella non dovesse rivelarsi adatta alle necessità di mio fratello, allora la userà lui per superare certe difficoltà che a volte incontra con la mamma dopo tanti anni di felice matrimonio. Eh sì, la nostra è proprio una bella famigliola; ma adesso, scusatemi, devo raggiungerli: i miei genitori mi hanno educato rigidamente e tutti i giorni, a quest’ora, ci riuniamo intorno al tavolo della cucina per consumare una frugale serie di strisce di cocaina purissima. I miei genitori vogliono solo il meglio per noi figli.
Questa la fantasia. La realtà invece racconta che a Napoli, forse solo ieri, un papà ha regalato al figlio per i suoi 18 anni un coca-party. È stato trovato dalle forze dell’ordine con 500 euro di cocaina mentre accompagnava con l’auto i ragazzi alla festa. Il suo primo e solo commento: «Ma che ho fatto di male?!».

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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