Mar. Ago 20th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Il 12% degli italiani ha subito un’esplicita richiesta di tangente

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Si accelera per il ddl anticorruzione, ma il Pdl inserisce l'ennesimo emendamento “salva Ruby”

L’Italia è nella morsa della corruzione. Un fenomeno che stritola l’economia e stringe come un cappio al collo le economie locali e la vita stessa delle famiglie. In questo clima così infuocato, cresce l’attesa per le sorti del ddl anticorruzione. Le commissioni Affari costituzionali e Giustizia del Senato passeranno già nella giornata di domani all’esame degli emendamenti, tra i quali ne compare però uno già denominato “Salva Ruby”. Questo emendamento riconosce che sussiste il reato di concussione solo nel caso di un vantaggio patrimoniale, ma già ne spunta un altro che potrebbe avvantaggiare i protagonisti del “Rubygate”, dal momento che identifica e statuisce di fatto una diversa condotta del reato. Si tratta dell’emendamento Compagna-Gallone (Pdl) che, prevedendo una disciplina diversa del reato rispetto a quella ipotizzata dal Guardasigilli. Modifiche che potrebbero alterare anche il corso di alcuni gravi processi in corso per il reato di concussione. Il presidente del Senato, Renato Schifani, assicura tempi rapidi, interpretando una richiesta che sale dal paese per l’intollerabile gorgo di abiezione nel quale è piombata l’Italia.
Sullo sfondo, in una giornata che ha visto sollecitare una approvazione rapida del ddl anche il leader di Confindustria, Sergio Squinzi, ed il segretario generale Cgil, Susanna Camusso l’ipotesi – già circolata nelle ultime settimane e che si è rafforzata nelle ultime ore – di un maxi emendamento del Governo che porti al voto di fiducia tentando una mediazione che tenga conto almeno in parte delle richieste del Pdl. Tra gli aspetti che potrebbero cambiare, anche alla luce delle indicazioni degli studiosi presenti sabato scorso a Courmayeur al convegno su “Corruzione e Riciclaggio”, proprio la corruzione tra privati. A via Arenula, stanno valutando se proporre una procedibilità a querela di parte che diventi d’ufficio quando il reato possa portare un danno alla tutela della concorrenza.
Intanto, circolano i dati dei danni indotti dalla corruzione. Cifre spaventose. La perdita di ricchezza causata dalla corruzione in Italia è di dieci miliardi di euro in termini di prodotto interno lordo. E, ancora, il 12% degli italiani avrebbe subito la richiesta di una tangente: circa 4 milioni e mezzo i cittadini italiani coinvolti. È anche allarme “corruzione ambientale”: dal 1° gennaio 2010 sono state 78 le inchieste relative a episodi di corruzione legati ad attività dal forte impatto ambientale, 15 le regioni coinvolte, 34 procure impegnate. A rivelare questi dati allarmanti il dossier “Corruzione, le cifre della tassa occulta che inquina ed impoverisce il paese” di Libera, Legambiente e Avviso Pubblico, presentato questa mattina presso la sede della Fnsi. Le associazioni chiedono di approvare rapidamente il disegno di legge anticorruzione.
Visto che l’Italia nel decennio 2001-2011 ha visto un crollo del proprio punteggio nel Cpi (indice di percezione della corruzione) da 5,5 a 3,9, si stima appunto una perdita di ricchezza causata dalla corruzione pari a circa 10 miliardi di euro annui in termini di prodotto interno lordo, circa 170 euro annui di reddito pro capite e oltre il 6% in termini di produttività.
E se il costo diretto della corruzione è un fardello pesante per i disastrati bilanci dello Stato, allarmanti sono anche i danni politici, sociali e ambientali: la delegittimazione delle istituzioni e della classe politica, il segnale di degrado del tessuto morale della classe dirigente, l’affermarsi di meccanismi di selezione che premiano corrotti e corruttori nelle carriere economiche, politiche, burocratiche, il dilagare dell’ecomafia, attraverso fenomeni come i traffici di rifiuti e il ciclo illegale del cemento, che si alimentano quasi sempre anche grazie alla connivenza della cosiddetta “zona grigia”, fatta di colletti bianchi, tecnici compiacenti, politici corrotti.

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