Il 25 aprile nel nome dei giovani salernitani

Il 25 aprile nel nome dei giovani salernitani
di Ernesto Scelza
Ernesto Scelza
Ernesto Scelza

Che sia celebrato nel segno delle giovani generazioni il 25 aprile di quest’anno. Che si dica che è la ‘Festa della Liberazione’. Della Liberazione dal Fascismo e dal Nazismo in Italia. Che si dica che è il fondamento della nostra Costituzione. Che la memoria condivisa su cui dobbiamo costruire la nostra convivenza come Paese e come popolo sta qui. E tacciano coloro che in nome di una presunta ‘pacificazione nazionale’ chiedono che si cancelli la memoria antifascista della nostra Repubblica. Dimenticano costoro che la guerra civile l’abbiamo avuta davvero: era quella di una piccola ‘repubblichina’ al servizio dei nazisti contro partigiani e popolazioni del Centro e del Nord dell’Italia. Dopo la crisi del regime fascista che aveva regalato agli italiani la soppressione delle libertà, il disastro della guerra e le leggi razziali. Ma il 25 aprile ci ricorda che c’è stata anche una guerra per liberare l’Italia dall’occupazione straniera. E una battaglia per l’affermazione dei valori di eguaglianza sociale e di libertà che produssero una meravigliosa Costituzione. Seguiamo Piero Calamandrei, che invitava giovani ad appropriarsi di quella ‘Carta Fondamentale’ perché vivesse nei gesti piccoli e grandi delle loro esistenze. Non ci mancherà, quindi, a Salerno, il manifesto celebrativo della Provincia. Che negli anni scorsi ha segnato il tentativo di una minuscola casta di recidere il legame tra il 25 aprile e la memoria della Resistenza antifascista. Il ‘presidente-mai-eletto’ Antonio Iannone lo imputa alla scarsità dei fondi dell’Ente in “gestione provvisoria”. Se qualcuno cercava una ragione a favore dell’abolizione delle Province l’ha trovata: la Provincia di Salerno, più che inutile, è stato un Ente dannoso.

I Confronti / Le Cronache del Salernitano

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