Il ballo del qua qua del Cavaliere fidanzato d’Italia

Il ballo del qua qua del Cavaliere fidanzato d’Italia
di Diogene

Dal passo avanti e uno indietro, che sapeva tanto di vecchia quadriglia, si sta passando a un ballo più moderno, forse pure infantile, ma sempre in gran moda: il ballo del qua qua. Qualche verso lo ricordo ancora, faceva così: “Questo è il ballo del qua qua e di un papero che sa fare solo qua qua qua”. Vi risparmio il seguito, ma il refrain penso lo ricordiate un po’ tutti: canzoncina aggraziata, orecchiabile, persino piacevole soprattutto quando si tengono ‘è lappese p”a capa, che – tradotto da un sempiterno vernacolo – erano i pensieri.
E voi che intonate e mettete in scena, giorno dopo giorno, con l’avvilente teatrino della politica, una riedizione del “ballo del qua qua”, ancora pensate che tutti noi, poveri e indifesi mortali, con tutta la numerosa famiglia di ‘è lappese p”a capa, che ci stanno opprimendo e non ci fanno dormire la notte, ci mettiamo a canticchiare e ballare assieme a voi?
Quanto siete bravi! Bravi, gentili e premurosi. Vi interessate in ogni momento del popolo; da buoni samaritani, pensate solo al bene della collettività. Chi l’ha mai detto che i politici pensano solo a se stessi? Vedete il Cavaliere. Lo avevano accantonato. Gli avevano detto che per il bene della Nazione doveva fare un passo indietro. E lui lo aveva fatto. Poi ha capito, da grande stratega, che non si poteva andare avanti senza di lui. E ha fatto un passo avanti. Tra l’indietro e l’avanti, quando è tornato sulla scena, la prima cosa che ha detto è che toglierà l’Imu per la prima casa posseduta, la tassa che quel fetentone di Monti ha fatto pagare a cani e porci, senza distinguo, perché Monti è cattivo e spietato. Il Cavaliere, invece, è buono. Sa che non bisogna spremere chi ha fatto tanti sacrifici per avere una casa di proprietà; quindi niente più tassa sulla prima casa. È tanto buono il Cavaliere che ogni mese paga regolarmente più di una ragazza bisognosa di aiuto; non lo sapevate? embè, il Cavaliere certe cose – poiché è fondamentalmente timido – preferisce non farle sapere, anche per una certa discrezione.
“Io non volevo intervenire – ha detto in più di una occasione negli ultimi giorni – ma mi ci hanno tirato per i capelli (quelli di dietro, immagino ndr). Dovevo intervenire per forza per mettere a posto le cose in questa nostra Italia che da quando sono andato via fa acqua da tutte le parti.”
Il Cavaliere è partito in quarta. Da una settimana lo trovi su tutte le reti televisive, a tutte le ore: vuole bruciare le tappe e fare tabula rasa del settore audio-televisivo: lo vuole passare al setaccio per non lasciare niente dietro. Andrà pure da Santoro e si sta preparando a fondo perché sa che il “fuoco nemico” è già pronto a sparare a zero. Dovrà affrontare, oltre a Michele Santoro, quel cattivone di Marco Travaglio e le velenose vignette di Vauro. Ma il Cavaliere è vaccinato, lo sa già e si sta preparando a puntino. Poi se esagereranno, se gli faranno il quarto grado, ha già la soluzione pronta: me ne vado, arrivederci e grazie.
Quant’è bravo il Cavaliere! Bravo, ingenuo anche se un tantino distratto. Quando Monti e il suo staff cominciava l’opera di affogamento collettivo alzando l’Iva, mettendo tasse a non finire, inaugurando la triste stagione dell’Imu, mannaggia, lui non se n’era accorto; né lui, né gli altri amici di cordata che ad ogni piè sospinto dovevano votare la fiducia al governo. Che sfortuna, che iella! Ma adesso metterà a posto tutto lui. Adesso che ha imparato alla perfezione i passi del “ballo del qua qua” e che ha anche una nuova e fiammante fidanzata, adesso che ha messo anche la testa definitivamente a posto, se la vedrà lui e ci sistemerà a dovere. Dobbiamo solo votarlo. Al resto penserà lui, con la formula “tutto compreso”.

Barruggi

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