Gio. Ago 22nd, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Il battesimo, un viaggio verso Dio

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di Michele Santangelo
di Michele Santangelo

imageÈ trascorso un mese e mezzo circa da quando, con l’inizio dell’anno liturgico e del tempo di Avvento, è cominciato anche il cammino che ci ha portato a celebrare prima il Natale del Signore e poi, in successione, la Santa Famiglia di Nazareth, la festa di Maria Ss. Madre di Dio, l’Epifania e il Battesimo del Signore.
Abbiamo, così, compiuto una specie di pellegrinaggio, come si usa dire oggi, virtuale, ma si potrebbe dire più giustamente, nella fede. Unica guida, la Parola di Dio. In compagnia di Maria e Giuseppe, siamo partiti dalla Galilea, a nord, dove si trova Nazareth, per scendere a sud, verso Betlemme. Da qui, aggiuntosi un altro compagno di viaggio, Gesù, e a causa di Erode che cercava il bambino per ucciderlo, siamo dovuti ripartire per andare a riparare in Egitto. Poi siamo ritornati a Nazareth con la Santa Famiglia, per approdare sulle rive del fiume Giordano. È un fiume importante per la Palestina; se osserviamo una cartina geografica della regione, o meglio una fotografia dal satellite, visto che oggi è possibile, ci rendiamo conto che ne rappresenta quasi la spina dorsale. Dalla Bibbia apprendiamo che sulle sue rive sono accaduti fatti di grande significato. Tra questi, e forse primo per importanza, quello che si celebra in questa seconda domenica dopo Natale: il Battesimo di Gesù. È un avvenimento straordinario: Giovanni, il Battista, quello che nella tradizione è stato definito il Precursore, è lì, ad un guado del corso d’acqua e davanti a lui una fila di persone che ordinatamente passano e chiedono di essere battezzate. Dalla fila si fa avanti uno che avanza la stessa richiesta di tutti gli altri. Giovanni lo riconosce, è proprio Lui, quello di cui aveva esclamato: “Colui che viene dopo di me è più forte di me ed io non sono degno di portargli i sandali”, ed era logico che il Battista si schernisse affermando: “Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni a me? Ma all’insistenza di Gesù, Giovanni assentì e somministrò al Messia il suo battesimo di penitenza. Ci racconta Matteo nel brano del vangelo che i cieli si aprirono e lo Spirito Santo, in forma di colomba, scese su di Lui, mentre una voce diceva: ”Questi è il Figlio mio prediletto: in lui ho posto il mio compiacimento”. Nella scena evangelica che abbiamo così sommariamente descritto ci troviamo di fronte ai tre autori della salvezza: Gesù, lo Spirito su di Lui, il Padre, che proclama la filiazione del suo Figlio. Ma questo è anche il nucleo centrale della nostra fede e la base del nostro culto, la Trinità di Dio: Padre, Figlio e Spirito, l’incarnazione del Figlio di Dio, Gesù Cristo. Nel loro nome venne istituito il sacramento del battesimo, con un esplicito mandato conferito ai discepoli da Gesù: “Andate e battezzate nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. Il battesimo: la parola deriva dal verbo greco bapto, che significa immergere, e dal rafforzativo di bapto, baptizo, che porta con sé anche l’idea di lavacro, purificazione; da qui il potere attribuito al battesimo cristiano di purificare dal peccato di origine, ed essendo diventato il rito dell’iniziazione cristiana, ha significato e significa l’ingresso ufficiale di ciascuno nella Chiesa. Ma non è tanto su questo conferimento di un’appartenenza che risiede il significato più profondo del sacramento, quanto sul fatto che col battesimo ci viene riconosciuta una dignità: la consacrazione del nostro essere al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo; dignità che noi esercitiamo professando la fede, celebrando il culto, testimoniando nella vita e nelle opere l’unità tra l’essere e l’agire, tra il vivere e l’operare cristiano. Peraltro, queste sono tutte prerogative che non possono essere praticate in solitudine, prescindendo dalla comunità ecclesiale. Il battesimo che ci rende tutti figli di Dio, per ciò stesso ci costituisce anche tutti fratelli nella fede, senza distinzione di razza, di sesso, di condizione sociale. Il che può essere una condizione di partenza per tutti i battezzati, ma anche per quelli che non lo sono; in fondo i valori e gli ideali proposti riguardano l’uomo come tale, prima ancora che come cristiano, qualunque sia il compito che ci si trova a svolgere in una comunità.

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