Il bene comune

Il bene comune
di Pasquale De Cristofaro
Il regista Pasquale De Cristofaro
Il regista Pasquale De Cristofaro

C’è nella quasi totalità di tutti noi una così grande cinica indifferenza verso il “bene comune” che mette i brividi. La cosa, tra l’altro, finisce per rendere le nostre città e gli spazi pubblici, luoghi sempre più brutti e fatiscenti. La bellezza, di cui la natura immeritatamente ci ha fatto dono, viene quotidianamente sporcata da atti di patente inciviltà da parte di sempre più numerose persone. Per non parlare dei politici che, specchio quanto mai rappresentativo di questa nefasta volontà generale, hanno reso nel tempo, attraverso fasi speculative al limite della liceità o improvvide e interessate miopie, i territori del nostro “bel paese” deturpati da colate di cemento che gridano vendetta. Eppure tutto questo è stato possibile grazie alla complicità del “silenzio assenso” di gruppi dirigenti e “ceti riflessivi” che sono stati collusi o, quanto meno, cinicamente distratti e hanno lasciato fare girando il capo dall’altra parte. È tempo di riprendere in mano la questione, ben sapendo che tale problema non è all’ordine del giorno di nessuna agenda politica, a partire dal governo centrale fino ad arrivare alle amministrazioni locali. Certo, si fa un gran parlare, si dedicano convegni fumosi, si mobilitano circoli e “pensatoi” vari, ma si resta il più delle volte paralizzati in un vuoto bla bla bla. Incapaci di riconvertire tutte queste energie in un’opera veramente efficace, si campa alla giornata senza incidere minimamente sul degrado quotidiano. La scuola, in questo, fa quello che può. Ma bisogna ammetterlo, è ancora troppo poco. Ci sono insegnanti volenterosi e capaci ma la loro azione educativa spesso viene vanificata dal fatto che alle spalle dei ragazzi molto spesso ci sono famiglie in preda ad altre preoccupazioni che non il cosiddetto “bene comune”. Disoccupazione, precariato, difficoltà ad arrivare alla fine del mese, rendono quest’azione un cosa secondaria. Eppure ci vuol poco a capire che rispettare la natura attuando un sempre maggiore e più qualificato riciclo, osservare un’alimentazione corretta e semplice, sono alla base della serenità di un’intera comunità. Bisogna fare di più, allora, per invertire la rotta. Adoperarsi tutti di più e meglio, agendo con maggiore efficacia nei propri campi d’intervento sociale e settori lavorativi, affinché soprattutto i più giovani possano avere dei buoni esempi. Dare prova non solo a chiacchiere di credere in quel che si dice ma, agendo di conseguenza, far sì che nelle persone si ricrei finalmente quella consapevolezza del rispetto per ciò che ci circonda. Ciò renderebbe anche la nostra società più giusta e capace di guardare un po’ più lontano dal proprio naso. Insomma, e concludo, “il bene comune” è ormai diventata una questione di civiltà. Se non lo si affronterà seriamente le sorti del nostro paese saranno di certo gravemente compromesse per i prossimi anni.

 

redazioneIconfronti

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