Il capitano Renzi e la balena bianca

di Ernesto Scelza
Ernesto Scelza
Ernesto Scelza

Niente da fare, Matteo Renzi non ce l’ha fatta a resistere. Alla fine ha portato il partito che ha conquistato con le primarie a sfiduciare il Governo guidato dal suo sodale Letta. E si capisce, a questo punto, che a nulla serve elencare le ragioni per cui al lui, al Pd, a nessuno conviene questo cambio di leadership di Governo. Una per tutte: la coalizione che lo sostiene. Si torna alla prima maggioranza che aveva dato origine al Governo Letta, magari con lo stesso Berlusconi. Con una differenza: si passa da una coalizione tenuta assieme da Napolitano, che per strada aveva perso Berlusconi, ad una coalizione di Governo frutto di una intesa tra partiti. Come dire: prima Pd e Popolo della Libertà stavano assieme per emergenza, ora Pd, riesumata Forza Italia e Nuovo Centrodestra stanno assieme per un vero accordo politico. Davvero preoccupante. D’altra parte, a pochi minuti dall’incontro-scontro con Letta dell’altro ieri, non si era affrettato a telefonare a Berlusconi? Sarà stato rassicurato: “vai avanti, Matteo, ci sono io e il fuoco di fila delle mie batterie mediatiche a sostenerti…”.

E così, alla fine, Renzi non ha resistito a Renzi. Melville, che di balene bianche -quelle vere- se ne intendeva, nel Moby Dick avvertiva: “Achab si guardi da Achab”. Renzi non si è guardato dal suo peggiore nemico: lo stesso Renzi. E ha dato ascolto alla sua felice incoscienza vecchio-democristiana.

redazioneIconfronti

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