Il capo della comunità ebraica: neofascisti isolati dai napoletani

Il capo della comunità ebraica: neofascisti isolati dai napoletani
di Gianmaria Roberti
Foto: www.leggo.it
Foto: www.leggo.it

Dopo gli arresti ai militanti di Casapound, che progettavano attacchi contro gli ebrei napoletani, aveva protestato perché “nessuno ci aveva ha avvertito del pericolo”. Ma ora rimodula il giudizio Pier Luigi Campagnano, presidente della comunità ebraica: “Ho avuto modo di parlare con gli inquirenti, i quali mi hanno rassicurato che loro erano sempre vigili su qualsiasi cosa potesse succedere, e questo ha tranquillizzato me e la mia comunità”.
Perché la sua reazione a caldo era stata tanto sdegnata?
Io sono una persona e ragiono come individuo, ma devo raginare anche con la testa dei miei iscritti, tra cui c’è qualcuno di una certa età che ricorda i tempi andati.
Che idea si è fatto di questo gruppo neofascista al centro dell’inchiesta, venato da forte antisemitismo ?
Non penso che abbiano un grosso consenso sociale. Questi rigurgiti di fascismo ci sono sempre stati. In questo momento cercano una visibilità mediatica maggiore. Non dimentichiamoci che tra 20 giorni ci sono le elezioni.
La memoria della Shoah è sempre viva?
Secondo me sta aumentando. Sta aumentando la coscienza delle persone, soprattutto degli studenti. Il nostro problema non è parlare a quelli della mia età, ma parlare ai ragazzi, e fargli toccare con mano documenti, carte di quel periodo. A Caserta c’è stata un’importantissima mostra del Ministero degli Interni, con documenti presi da vari archivi, che mostrano cosa è accaduto realmente. Quello che mi ha molto colpito è stato un volume del ’42 in cui gli alleati parlano dei campi di internamento.
Qual è il rapporto tra Napoli e la comunità ebraica, che lei giorni fa ha sottolineato essere di circa duecento persone?
Non è vero che la comunità vada riducendosi. La nostra comunità non è Napoli, ma l’Italia meridionale. Lo scambio culturale con la città c’è. Siamo coinvolti soprattutto nei dibattiti sul dialogo interreligioso. Il rapporto con Napoli è buono.
Che clima coglie sul tema memoria dell’Olocausto in campagna elettorale?
In questi giorni si è sentito di tutto. Dalle esternazioni dell’ex premier, ai discorsi del presidente Napolitano, alle prese di posizioni degli altri. No è che si possa dire moto di più.
Non c’è un allarme sul rischio di ritorni al passato?
No. C’è una vigilanza

redazioneIconfronti

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