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Il caso De Luca rimbalza sui giornali nazionali ma Salerno tace

Il caso De Luca rimbalza sui giornali nazionali ma Salerno tace

“Il figlio del sindaco preso con le mani in pasta”.
Titola così Il Giornale questa mattina, riprendendo la notizia della presenza del nome del figlio del sindaco di Salerno De Luca nei verbali del principale indagato per il crac dello storico pastificio Amato, Peppino Amato jr.
La notizia, pubblicata per prima dal giornale Cronaca-Roma, edizione salernitana del più antico quotidiano del Mezzogiorno, diretto da Tommaso D’Angelo, riportava i dettagli dell’interrogatorio. Giuseppe Amato junior, rampollo della famiglia Amato, e coinvolto nell’inchiesta relativa al crac del pastificio, in un interrogatorio del 26 settembre scorso aveva dichiarato al sostituto procuratore Enzo Senatore che Mario Del Mese portava soldi a quantità in Lussemburgo a Piero De Luca. Del Mese ha smentito, mentre invece il suo legale, l’avvocato Cacciatore, ha annunciato che chiederà al sostituto procuratore un confronto tra il suo cliente e Giuseppe Amato junior.
Il silenzio sulla vicenda è quasi calato del tutto perché gli altri organi di informazione del salernitano, nei giorni scorsi, in una sorta di meccanismo di autocensura, hanno preferito tacere la notizia.
Questa mattina è Il Giornale, in un articolo a firma di Gian Marco Chiocci e Simone Di Meo a spostare la notizia sul nazionale, a corredo di un altro articolo “I guai delle giunte rosse”, che parla di parentopoli al comune di Torino: la supermanager Anna Martina finita nel mirino, e costretta a dimettersi, per quattro appalti assegnati a una società, di cui è titolare suo figlio, senza aver effettuato alcuna gara d’appalto.
Il nome di Piero De Luca, primogenito di Vincenzo, di professione avvocato, spunta insieme a quello di Del Mese jr nel lungo interrogatorio di Amato al pm Vincenzo Senatore a proposito di trasferimenti di denaro all’estero.
«Ricordo perfettamente che Mario Del Mese mi raccontava di viaggi in Lussemburgo per raggiungere Piero De Luca, al quale portava soldi da versare sul conto in Lussemburgo, proventi della Ifil», di cui Piero De Luca sarebbe stato «socio occulto» – scrive Cronaca-Roma riportando i passi dell’interrogatorio di Amato junior; passi che sono stati ripresi anche nell’articolo pubblicato oggi su Il Giornale.
Oggi intanto l’avvocato Massimo Torre, legale di Paolo Del Mese ex sottosegretario di Stato, si dichiara pronto a presentare denunciare per calunnia su un altra dichiarazione del rampollo di casa Amato: durante l’interrogatorio questi da una parte aveva spiegato che il sindaco di Salerno non avrebbe mai fatto pressioni di alcun genere né richieste, dall’altra si era lanciato in un’interpretazione sull’ex parlamentare Paolo Del Mese dicendo: «Lo disse Paolo Del Mese in ufficio a mio nonno con me presente, che in occasione delle elezioni politiche non le ultime, Paolo Del Mese era, se non ricordo male, candidato per l’Udeur con lo schieramento di centro-destra, per esempio c’era un accordo – lo disse Paolo – fra lui e il sindaco De Luca affinché i voti nominali a lui, si può fare il voto disgiunto, fossero poi accompagnati con una preferenza come sindaco». Facendo poi l’insinuazione – che dovrà essere verificata dalla Procura – nel corso dello stesso interrogatorio: «Secondo me – ha dichiarato ai Pm Amato jr – il messaggio che Paolo Del Mese vuole dare è al sindaco di Salerno e al Presidente Mussari (Mps) e non so più a chi, “vedete che io so tante cose, come racconto questo posso raccontare dell’altro, quindi datemi una cosa di soldi. Altrimenti parlo”».
Oggi interviene il legale dell’ex parlamentare Udeur su questi fatti e su queste parole: «È del tutto assurda la rappresentazione di un messaggio “trasversale” che sarebbe stato inviato da Del Mese a un noto politico salernitano e a un direttore di banca – precisa oggi sul quotidiano Roma l’avvocato Torre – Francamente non è dato comprendere attraverso quale meccanismo logico un soggetto possa andare a interpretare le eventuali intenzioni di un altro soggetto. Si tratta di affermazioni gravissime, prive di qualsiasi fondamento e offensive non solo nei confronti dell’onorevole Del Mese ma anche del politico cui fa riferimento il signor Giuseppe Amato jr. Su questo punto è ovvio che l’onorevole Del Mese si riserva di denunciare il responsabile dell’affermazione calunniosa. In ogni caso – continua il legale di Paolo Del Mese – appare veramente inverosimile che un soggetto che si è visto prestare somme non superiori ai 600/700 mila euro come il mio assistito aveva reso noto già in tempi non sospetti alla curatela fallimentare che aveva provveduto anche a fare richiesta di decreto ingiuntivo per la somma sopraindicata, possa essere considerato l’artefice di un fallimento di decine e decine di milioni di euro: praticamente una goccia d’acqua nell’oceano».
La vicenda oggi approda anche sulle pagine salernitane del Corriere del Mezzogiorno e il più generale presunto coinvolgimento del sindaco di Salerno e di suo figlio in questi fatti  è citato anche da Carlo Tarallo dal sito di Dagospia: l’ex rampollo Amato parla di De Luca ai magistrati, e attraverso il suo legale fa sapere di essere tranquillo in riferimento alle cose dette ai magistrati.
Un intricato caso, sul quale però a Salerno non parla né la stampa locale né la politica. Quest’ultimo silenzio è il più inquietante, perché mentre i magistrati lavorano il palazzo dovrebbe rendere conto di contatti, magari anche trasparenti, con personaggi coinvolti in vicende giudiziarie, soprattutto in considerazione della richiesta di moralità che sale ormai come un fiume inarrestabile dalla società civile.
(b. r.)

Dagospia cita i Confronti

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