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Il chinotto Neri riparte dal Sud e punta sull’ambiente

Il chinotto Neri riparte dal Sud e punta sull’ambiente

Rosario Caputo, Mauro Maccauro, Angelo Fiorillo

L’America lanciò la Coca-Cola, l’Italia rispose con il Chinotto. E la guerra fredda delle bevande o la guerra delle bevande, meglio se servite fredde, ebbe inizio. Da un lato i filo-statunitensi, affezionati della bibita di Babbo Natale, dall’altro i paladini del “made in Italy”, estimatori del gusto più amarognolo. Stesso colore, sapore diverso, per una sfida che ora assume i connotati dell’ecologicamente sostenibile. A fare la prima mossa, questa volta, però, è l’Italia, il Sud, per la precisione, quella parte del Bel Paese notoriamente lassista. Siamo nella provincia di Salerno, a Buccino, dove dal ’92 si è operativi nella produzione, tra le altre bibite, del Chinotto Neri, con un fatturato che, in vent’anni, è passato da 11 milioni e mezzo a 146 milioni e 800mila euro. Qui, oggi, si è festeggiata una doppia inaugurazione: la nuova linea Chinotto Neri in vetro e l’impianto fotovoltaico, con oltre 4mila pannelli, per una produzione che riduce le emissioni di anidride carbonica per ben 673mila e 100 kilogrammi.
La gara Italia-America, per il momento, mantiene i toni della diplomazia. All’IBG di Buccino, così si chiama l’azienda che dà lavoro a cento persone, un apprezzamento oltreoceano, per l’etica ambientalista, è già arrivato. Anche se, in un certo senso, si gioca in casa. A farlo, infatti, è la Pepsi-Cola. L’altra concorrente storica della Coca-Cola fa sapere di non essere prodotta in altri stabilimenti che, come questo di Buccino, è così attento a salvaguardare l’ambiente. Una bella novità, insomma, che avrà la forma di 17mila alberi piantati ogni anno, l’equivalente di quelli “salvati” con questa produzione ecologicamente corretta. Insomma, se la Coca-Cola è stata capace di vestire di rosso Santa Claus a vita, si spera che il Chinotto Neri sappia dare una verniciata di verde al mondo.
In attesa di altre risposte, magari più fattive, da parte degli Usa, l’azienda di Buccino lavora ancora ad un’altra novità: la diffusione su tutto il territorio nazionale, da Bolzano a Canicattì, del Chinotto Neri. Per gli altri marchi internazionali, infatti, l’IBG distribuisce solo al Sud. Insomma, un prodotto che ha fatto la storia (è degli anni 50 lo slogan “Non è chinotto se non c’è l’8” che oggi è diventata una pagina Facebook) segna un passo importante per l’economia del Mezzogiorno che si dà da fare.
Qualora la nuova sfida non dovesse essere accolta, si stia in campana, perché potrebbe scoppiare una nuova “guerra”, quella del the, anno 2013, quando l’azienda di Buccino inizierà la produzione del noto “Te Lipton”, che lo sportivo Dan Peterson, negli spot televisivi degli anni Ottanta, definiva il “numero uno”.
(n.t.)

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Commenti (1)

  • carlo amalfitano

    Finalmente un pezzo di colore scritto molto bene.
    Il paradosso è che i cronisti bravi non si firmano…
    Che strano!

    Rispondi

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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