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Il Clan Mallardo comandava anche nell’Asl: 4 arresti

Il Clan Mallardo comandava anche nell’Asl: 4 arresti

Il boss Feliciano Mallardo, capo dell’omonimo clan attivo nell’area nord di Napoli e già detenuto, suo genero, Mauro Moraca, il nipote Carlo D’Alterio, e un’altra persona sono destinatari di una misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli per associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione ed intestazione fittizia di beni. Una quinta persona, Giuliano Amicone, considerato l’uomo di fiducia del boss, è latitante. Contestualmente alla notifica di questi provvedimenti restrittivi, è stato eseguito un sequestro di bene per circa 5 milioni di euro, con sigilli a otto immobili, tre terreni, due fra auto e moto, quote societarie e rapporti finanziari. Le indagini della Procura partenopea si inseriscono in un filone che ha già portato a due operazioni con arresti e si sono avvalse di dichiarazioni di collaboratori di giustizia, ma anche di intercettazioni ambientali, ha ricostruito l’operatività di una “cellula” del clan, gestita dal genero del boss che, attraverso le estorsioni, acquisiva in modo diretto o indiretto il controllo di attività economiche, per poi consentire a ditte del clan la partecipazione a appalti in ospedali ed enti pubblici. Nel corso dell’inchiesta, infatti sono state eseguite anche perquisizioni negli uffici della Asl Napoli 2 Nord accertando l’infiltrazione dei Mallardo in diversi settori. Tra i metodi estorsivi praticati, anche l’imposizione del caffè agli esercizi commerciali del giuglianese. Arresti, quelli di oggi, che segnano le conclusioni di una indagine coordinata dalla direzione distrettuale antimafia della Procura di Napoli ed eseguita dal Gico della Guardia di Finanza.
Grazie alle intercettazioni ambientali, definite dal procuratore aggiunto Alessandro Pennasilico, “determinanti e cruciali” e grazie anche ai collaboratori di giustizia si è ricostruito il sistema delle estorsioni messe in atto dai Mallardo, in particolare in due diverse vicende ai danni di due imprenditori edili giuglianesi. Svariate le operazioni economiche e imprenditoriali realizzate da Mauro Moraca, tra l’altro, per conto dei Mallardo. Non solo, Carlo Antonio D’Alterio, è risultato componente di una cellula connessa al clan Mallardo, con particolare riferimento alla gestione nella distribuzione del caffè Seddio rivelatasi poi un’autentica imposizione di tipo estorsivo del clan Mallardo nei confronti degli esercizi commerciali giuglianesi. Tra i beni sequestrati, otto immobili, terreni e quote societarie, ben strumentali, rapporti finanziari e beni immobili nella misura del 35% della ‘Dream House’.
Perquisizioni degli uomini del Gico della Guardia di Finanza anche nei locali degli uffici dell’Asl Napoli 2 Nord, sede di Giugliano di Campania. Accertata l’infiltrazione del clan Mallardo attraverso personaggi referenti: in particolare un dipendente, nei confronti del quale non è stato attuato alcun provvedimento penale, avrebbe fornito al gruppo camorristico informazioni relative a gare di appalto. Non è escluso, ed è in fase di accertamento, che il clan sia riuscito a partecipare se non a vincere qualcuna di queste gare. L’infiltrazione del clan Mallardo, secondo l’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli avrebbe consentito lo sviluppo dell’espansione del clan in settori come quello degli appalti presso gli ospedali, l’affidamento di servizi da parte di enti pubblici, le vendite di terreni effettuate da parte degli stessi enti. E ancora, la partecipazione di imprese “amiche” a gare pubbliche, fra cui un appalto all’ospedale Cardarelli di Napoli, l’affidamento del servizio di derattizzazione, la vendita di terreni di proprietà dell’Asl Napoli 2 nord, l’inserimento di imprese “amiche” nell’elenco delle ditte accreditate dell’Asl Napoli 2 Nord, permettendo di procurare ai Mallardo ingenti profitti, da utilizzare per effettuare investimenti o per il reimpiego di soldi del clan.

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