Il Comune di Napoli tace, i seminconvitti chiudono per davvero

Il Comune di Napoli tace, i seminconvitti chiudono per davvero
di Gianmaria Roberti

Non avrebbe dovuto finire nel tritacarne della campagna elettorale, ma ci finirà, questa storia di assistenza negata ad anziani e minori a rischio. “Le promesse ancora non sono state realizzate, non abbiamo ricevuto un centesimo ad oggi” torna a denunciare Lucio Pirillo, presidente di Uneba Napoli. È l’ente che riunisce una cinquantina di istituti assistenziali a cui il Comune di Napoli, ormai in pre dissesto, deve 40 milioni. All’Uneba, Palazzo San Giacomo aveva assicurato il pagamento di un acconto di 2,8 milioni entro i primi giorni dell’anno. “Nulla, non è arrivato nulla – sbotta Pirillo – E a questo punto convocheremo un’assemblea per la prossima settimana, con all’ordine del giorno un solo punto: la sospensione di tutte le attività”. Sull’orlo dello stop decine di semiconvitti per minori di famiglie disagiate e alcune mense per senza fissa dimora, oltre alle strutture chiuse negli scorsi mesi. “Se si vuole fare campagna elettorale in questi termini non ci sottraiamo – afferma il presidente di Uneba Napoli -. Ci sono impegni non mantenuti, non sono state erogate le risorse relative nemmeno quel 39% dei primi sei mesi dell’anno, che pure ci erano stato promesse la scorsa settimana, riguardante i servizi indispensabili”. L’Uneba, la rete dei centri socioeducativi di ispirazione cattolica, si rivolge a Sergio D’Angelo, assessore comunale alle Politiche sociali, capolista al Senato per la lista Rivoluzione Civile di Ingroia e de Magistris. A lui è affidato lo scomodo dossier dei semiconvitti. “Gli istituti sono col sangue agli occhi, non ci sono più parole per descrivere una situazione terminale. A questo punto – annuncia Pirillo – faremo una conferenza stampa con le forze politiche disposte a sedersi attorno ad un tavolo e affrontare queste problematiche. Faremo un appello affinché anche in occasione delle elezioni dichiarino apertamente come intendono muoversi all’interno e fuori del consiglio comunale, sulle politiche sociali, e come intendono difendere queste attività”. Ma l’Uneba ne ha anche per la Regione. “A Caldoro e all’assessore Russo – dichiara Pirillo – chiederemo di prendere posizione in merito alle notizie secondo cui vorrebbe sospendere il contributo a ben 1500 minori assistiti dalla fondazione Banco di Napoli. L’ente, che dipende dalla Regione, ha già detto che non ha più risorse e così restando le cose dovrà dimezzare il numero di assistiti”. Il tempo sta scadendo per tutti.

Barruggi

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