Il consenso come audience

di Ernesto Scelza
Ernesto Scelza
Ernesto Scelza

Assistiamo ad un confronto di giganti della comunicazione, di geni dell’ammiccamento, strateghi dei sondaggi di opinione. Il primo scontro avviene sullo scenario di Sanremo. Una vetrina di oltre dieci milioni di ascolti è un terreno troppo allettante: Grillo si catapulta a conquistare la scena, con una invettiva contro la Rai: sa che non potrà mai nulla contro Mediaset, ma può sempre condizionare il monopolio pubblico radiotelevisivo con i poteri della politica. Fazio non ci sta a farsi scalzare, e va in scena la replica del ‘tentato suicidio del disoccupato’, come con Pippo Baudo anni fa. Ma ora i disperati sono due: la crisi è più drammatica. Il giorno dopo lo spettacolo si sposta a Roma: Montecitorio, consultazioni di Renzi con le forze politiche. La mattina, comparsa di Berlusconi, già rassegnato a consegnare il ruolo di capocomico. Il pomeriggio incontro di Renzi con Grillo di ritorno dall’exploit di Sanremo. Renzi non lo teme: accetta pure la famigerata ‘diretta streaming’  che fu fatale a Bersani. È uno scontro memorabile tra due esperti dell’effetto mediatico. Capiscono a volo la mossa dell’avversario e rilanciano prontamente, come i grandi scacchisti che dopo poche mosse sanno già a chi andrà la partita. E infatti, pochi minuti e Grillo abbandona. Ma ha la carta di riserva. All’uscita si scatena in una lunga dichiarazione urlata che riassume tutti – ma proprio tutti – i temi della propaganda 5stelle. Segno che ha accusato il colpo.

 

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