Gio. Lug 18th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Il crollo della politica? La riforma elettorale lo impedirà

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Non occorre un De Gaulle in Italia, bastano nuove norme con le quail andare al voto civilmente
di Vincenzo Pascale (da Ny City)

img1024-700_dettaglio2_piazza-san-giovanni-grillo1Cosa hanno in commune il crollo di Chiaia a Napoli, l’incendio di Città della Scienza e la logorroica direzionale nazionale del Pd? Si potrebbe dire che sono tutti eventi svoltisi in successione da lunedi al mercoledi di questa settimana. Certo. Hanno ben poco in comune se non che sono tutti eventi – alcuni tragici – succedutesi in Italia in pochi giorni. Eppure visti da New York sentiamo di affermare che sono tutti risultati del ritardo con il quale l’Italia si presenta al mondo in questo inizio di terzo millennio. Lo stabile che crolla è metafora completa del Paese in rovina. L’incendio, a quanto sembra doloso, del Paese che rimane ostaggio della criminalità organizzata: i precedenti sono l’incendio del Teatro La Fenice a Venezia e quello del teatro Petruzzelli a Bari. I teatri si ricostruiscono, gli Stabili si riparano, ma rimane il forte dubbio della capacità della classe politica italiana di ricostruirsi. Lo spettacolo offerto in stream line dalla direzione nazionale del Pd ha offerto uno scenario cupo. D’Alema ha, giustamente, sottolineato che a vincere è stato un signore di 65 anni che usa metodi infornativi passati mentre il Pd dice e fa cose nuove. In questo caso a D’Alema non gli si può dar torto. Il voto a Grillo è un voto di protesta contro tutta la classe politica italiana, questa sì principale artifice della crisi morale ed eonomica del Paese..Sarebbe bastato, a nostro avviso, non un De Gaulle italiano, ma semplicemente varare una nuova legge elettorale. Una sola proposta, non otto o dieci o chissà quante altre ancora, per ridare al Paese la fiducia verso la propria classe politica. Per cementare quel necessario patto sociale tra eletti ed elettori motore della democrazia occidentale. L’Italia ha dato la fiducia al Movimento di Grillo che ora ha davanti a sé un compito arduo e tante idée da valutare alla prova della realtà politica…la riforma elettorale non può aspettare.

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