Il degrado del sindacato e la forte autocritica della Feneal Uil

Il degrado del sindacato e la forte autocritica della Feneal Uil

cianciooooVa sottolineato il coraggio con il quale un sindacato, la Feneal Uil di Salerno e della Campania, ha lanciato una auto-provocazione sul ruolo, le funzioni e i grandi equivoci che riguardano proprio il sindacato. In questa società molto superficiale nessuno ama guardarsi allo specchio. Quando, però, ciò accade, siamo di fronte a una provocazione culturale doppiamente utile: da un lato si promuove la precondizione per un rinnovamento della classe dirigente sindacale, a dir poco sclerotizzata ed erede di una contrapposizione ideologica che non ha più motivo di esistere, e dall’altro lato si lancia un ponte verso una società ormai sola ed orfana di punti di riferimento. Questa recente presa di posizione, contro abusi e prevaricazioni che esistono nel sindacato, fa onore a un dirigente/fondatore della Feneal Uil, Luigi Ciancio, non nuovo a battaglie coraggiose di rinnovamento, finalizzate a ricreare l’agibilità democratica all’interno dello stesso sindacato, prima ancora che nella società. Ciancio è persona che conduce le sue battaglie contro obiettivi visibili come le mafie, ma anche contro la sottocultura delle apparenze. Molti responsabili del degrado civile, egli sostiene da anni, sono mascherati, per cui la lotta va spostata contro gli obiettivi invisibili, che spesso sono più insidiosi di quelli che appaiono a tutti. Le mafie, il più delle volte, non si vedono e prosperano nelle istituzioni, nell’informazione e, perché no?, anche tra i sindacalisti complici e correi di tante malefatte. Se negli ultimi anni le rendite di posizione hanno finito per identificare il sindacato come un centro di potere camuffato e mascherato (dalle commissioni di esame ai consigli di amministrazione, alla successione dinastica e familiare al proprio interno, fino alla scoperta di veri e propri centri di influenza occulti), lo si deve anche al silenzio che c’è stato sul degrado nel settore.

La Feneal Uil rilancia la pietra nello stagno, si rimette in gioco e chiede ai cittadini di pronunciarsi. Sui social network molti lettori stanno interloquendo con Ciancio e con il suo sindacato, felici di aver trovato in loro una sponda dialettica importante. L’auspicio è che questo moto di rivolta contro alcune evidentissime degenerazioni non si plachi e porti a denunce ancora più concrete e palesi. La democrazia si salva mettendosi in gioco e rischiando la propria libertà. Qualcuno lo ha fatto, ora sta a noi di meritarci l’amicizia e la stima di chi fa da apriprista. Grazie Feneal Uil.

 

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