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Il dramma dei docenti non abilitati con 360 giorni di servizio

Il dramma dei docenti non abilitati con 360 giorni di servizio

Foto: scuolainformazione.it

La crisi storica, economica e politica del nostro Paese è palesata da numerose vicende correlate al mondo lavorativo. Talvolta grotteschi episodi strappano amari sorrisi di tolleranza, effetto di un procedere quasi ciarliero nella gestione della filiera statale.
Un ritratto di tali dinamiche sono i docenti non abilitati con servizio delle GI (Graduatorie di Istituto), ovvero i Docenti precari invisibili senza i quali numerose classi a livello nazionale risulterebbero “scoperte” a inizio, e oltre, anno scolastico.
Le condizioni contrattuali sono a tratti miserrime per i suddetti docenti. In via eccezionale stipulano contratti sino al 31 agosto. Molto spesso si tratta di supplenze cosiddette brevi effettuate su malattia o maternità, remunerate dalle scuole che per economizzare interrompono i contratti durante le vacanze natalizie e pasquali. Se rimunerati dalla scuola, inoltre, a parità di responsabilità e attività al cospetto di un docente titolare, il cedolino mensile risulta più “leggero” e in alcuni casi accreditato con vistosi ritardi.
Supplenze brevi, contratti annuali per i più fortunati e paga bassa dunque. Inoltre, è significativo ricordare cosa implica questo status di perenne precarietà: trasferirsi talora “altrove” con un fardello di vicissitudini annesse, a partire dall’affitto di un appartamento, difficile se non impossibile da trovare solo per alcuni mesi, settimane o giorni. Brevi periodi di insegnamento sono inversamente proporzionali alle spese da fronteggiare, poco o nullo il guadagno. Ma cosa spinge a continuare a investire in questa direzione?
Unica la risposta: il desiderio di lavorare.
Tuttavia, l’atteggiamento dello Stato soprattutto in quest’ultimi anni verso la categoria docente in generale e verso i precari di III^ Fascia in particolare, induce i più ad interrogarsi se davvero valga la pena seguitare.
Etichette reiterate quali “Docenti impreparati, incapaci, persone che cercano unicamente un posto sicuro” hanno dapprima indotto ad uno sconforto rassegnato che successivamente è mutato in triste consapevolezza: il tentativo di mortificare la dignità dei lavoratori, ledendone i diritti, altera lo Stato in un patrigno, un soggetto da richiamare ai suoi doveri ed al rispetto della tutela dei cittadini.
I Docenti non abilitati con almeno 360 giorni di servizio chiedono quindi un trattamento equo che, dagli anni Settanta sino al 2004, è stato riservato ai colleghi con uguali requisiti. Chiedono quindi l’istituzione di corsi abilitanti speciali per quei Docenti che hanno maturato 360 giorni “cumulativi” di servizio nella scuola statale e paritaria di ogni ordine e grado, senza restrizioni basate sulla tipologia di contratto.
Si chiede altresì che tali percorsi abilitanti siano attuati per ogni classe di concorso, ivi incluse quelle non attivate con i TFA ordinari.
Consapevoli che l’abilitazione all’insegnamento non è sinonimo di garanzia alcuna, è doveroso sottolineare che il sopraindicato titolo potrebbe rivelarsi prezioso per la professione docente al di là dei confini nazionali.
È una possibilità che per oscuri motivi lo Stato nega a coloro i quali hanno fortificato la propria professionalità sul campo, giorno dopo giorno, spesso in scuole unico punto di riferimento per quartieri a rischio, con ragazzi agli antipodi dallo stereotipo dell’alunno modello. Allievi che minacciano i docenti, poiché senza regole e disciplina e che all’interno dell’istituzione scolastica rintracciano dunque un compenso alla loro rabbia e disagio, alle loro criticità. È questo allora l’obiettivo concreto e reale dell’insegnante: avvalendosi del SAPERE, ben lungi dal mero nozionismo, indicare e suggerire che vi sono più strade possibili e percorribili, orientando e virando infine verso la migliore.
Consci del nostro valore professionale e dei nostri diritti umani, continueremo ad impegnarci attivamente per la nostra causa sino a quando il MIUR non ascolterà e accoglierà le nostre istanze.

Gruppo “Docenti non abilitati con almeno 360 giorni di servizio”

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Numero di voci : 727

Commenti (27)

  • guglielmo

    MA CHE BELLE FACCE IL TEATRINO DEI BURATTINI
    Renzo il camper,Bersani il trenino,Casini, il monopattino cuscinetti a sfera,Grillo, 18 BL. Fiat.
    Questa la più bella trovata di deficienza umana sorrisi c’è da piangere, parole disastrose, fatti un:
    Cacchio! Rionamenti incomprensibili questi 4 dovrebbero fare che? Forse debbono giocare a Burago Un Governo a tempo c’è, be perché non va o va, per me stiamo a livello X.
    Il Mago Minchione grande esperto d’impicci potrebbe partecipare come quinto personaggio di fanfara.
    Renzi, Bersani, Casini, chi siete chi vi ha chiamato cos’altro volete rovinare? inutile i miei commenti, scelgo Grillo almeno lui vi offende e io godo, le vostre strane conclusioni non servono proprio a nulla, offendervi avete il volto di pezza il cervello vi gira acquamarina dolce cosa proponete per le nostre aziende scommetto che non siete capaci a drizzare un chiodo come potete immischiarvi sulla. Pratica che non avete i calli sulle mani, avrei voglia di prendervi a calci nel deretano ma a che serve? Cosa proponete alimenti avariati per proteggere il mercato? importazione di prodotti in generale con tasso di nocività enorme, potrei dire tanto ma la malinconia si appropria di me,
    se Grilletto mi invita a concerto che prossimamente organizzerà canterò assieme a lui e svelerò un piccolo segreto della crisi che non esiste ma esiste un piano bene ideato a far si che i “ TEORICI POSSANO IN BREVE SEI / DODICI MESI PORTARE L’ IMPOVERIMETO PIÙ PROFONDO PER IL POPOLO SOVRANO voti giusti, votare Grilletto e chi sene frega peggio di cosi si Muore Guglielmo B.Y. 039\2012 Roma

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  • Alfredo

    Spett. Professor Antonio spero che lei mi perdoni qualche errore di battitura (Capita)Fa particolarmente piacere notare che con la nota del 08.05.2012 il MIUR si sia – finalmente – accorto dell’esistenza del D. Leg.vo 9/11/2007 n. 206 che recepisce la Direttiva 2005/36/CE, ed abbia ammesso che il riconoscimento dell’abilitazione è un atto dovuto nel caso di effettivo svolgimento dell’attività professionale per almeno tre anni sul territorio dello Stato membro in cui è stato conseguito o riconosciuto il titolo di laurea. E non poteva essere altrimenti in quanto è una normativa comunitaria recepita dall’Italia.

    Mentre, proprio alla luce di questa normativa, non trova alcun riscontro giuridico l’ultimo enunciato, quel “previo apposito percorso di abilitazione”.

    Infatti, ricordiamo al MIUR che la Direttiva 2005/36/CE, così come il D. Leg.vo 9/11/2007 n. 206, definiscono “qualifica professionale” il titolo che consente l’esercizio della professione, ovvero, nel sistema scolastico italiano, il cosidetto “titolo di accesso” (con i particolari piani di studi fissati dal Miur per poter esercitare la professione di insegnante): cioè nel caso della scuola secondaria, la laurea per le classi di concorso A, ed il diploma di scuola secondaria per le classi di concorso C.

    La cosidetta abilitazione – ovvero il riconoscimento di una qualifica completa – stando alla norma comunitaria è quindi ottenibile mediante corsi appositi aventi valore abilitante, ovvero (e quindi in alternativa), mediante l’esperienza professionale legittimamente svolta – avendone titolo – per almeno tre anni.

    Nel caso dei docenti di scuola dell’infanzia e secondaria, quindi, se in possesso di valido titolo di accesso professionale, l’aver svolto un servizio per tre anni in modo legittimo nel territorio dello stato che rilasciato o riconosciuto il titolo di accesso, costituisce di per sé, ai sensi della norma comunitaria una procedura abilitante in quanto, come ricordato dallo stesso MIUR nei tanti casi di riconoscimento di titoli comunitari non italiani, “l’esperienza ne integra e completa la formazione”.

    Pertanto, i docenti di scuola dell’infanzia e di scuola secondaria che hanno svolto tre anni di servizio legittimo (avendone titolo) in Italia non devono aspirare a corsi abilitanti, ma al pieno e completo riconoscimento della qualifica professionale (ovvero dell’abilitazione) sulla base dell’esperienza maturata, che le norme comunitarie equiparano, se associata alla presenza di idoneo titolo che permette l’accesso alla professione, ad un formale percorso abilitante.

    Diverso il discorso per i diplomati magistrale che insegnano nella scuola primaria. Nel loro caso non solo sono in possesso di un titolo che permette l’accesso alla professione, ma tale titolo è definito per legge già “abilitante” e, quindi, non sussiste nemmeno la necessità dell’esperienza professionale.

    Riassumendo, sono da ritenersi pienamente qualificati, ovvero abilitati:

    i docenti di scuola dell’infanzia in possesso del diploma di scuola o istituto magistrale, nonché tutti i docenti di scuola secondaria in possesso di titolo valido all’esercizio professionale, che hanno svolto servizio per tre anni in scuole statali o paritarie, in base al disposto comunitario recepito in Italia con D. Leg.vo 9/11/2007 n. 206;

    i docenti di scuola primaria in possesso del diploma di istituto magistrale ai sensi dell’art. 197 del testo Unico e dell’art. 15 comma 7 del DPR 323/98 che sancisce in via permanente il valore di abilitazione all’insegnamento del titolo.

    Questo è quanto emerge da una corretta interpretazione delle norme. In pratica, per i diplomati magistrale che intendono insegnare nella scuola primaria così come per i docenti di scuola dell’infanzia e secondaria che hanno maturato tre anni di servizio, deve venir meno ogni necessità di conseguire la qualifica mediante corsi accessori a pagamento, ma deve essere immediatamente riconosciuto quanto già in loro diritto sulla base delle norme nazionali e comunitarie già vigenti, ovvero lo stato giuridico di personale pienamente qualificato ed abilitato.

    Va altresì ricordato al MIUR che esiste un’altra Direttiva, la 1999/70/CE, che prevede l’obbligo di stabilizzazione del posto di lavoro dopo 36 mesi di servizio svolto su posti vacanti, e ciò si applica, indistintamente a tutti i lavoratori della scuola.

    Attendiamo, quindi, in tempi brevissimi, dal MIUR il passo finale nel giusto senso, ovvero nel completo riconoscimento del valore di abilitazione all’insegnamento nella scuola primaria del diploma di maturità magistrale e della piena qualifica, e quindi dell’abilitazione, acquisita mediante titolo di accesso ed esperienza professionale di tutti i docenti con tre anni di servizio, prima di vederci costretti ad avviare inevitabili ricorsi alle Autorità comunitarie – fino alla Corte di Giustizia Europea – che, come temuto nella nota citata, dallo stesso MIUR, non potrebbero che sfociare “in probabili sanzioni di condanna”.

    Rendiamoci edotti , Parliamone e divulghiamo il sapere alle genti affinchè esse non vengano sopraffatte dalle schiere del male. (Abbi pazienza le leggi di cui sopra sono vigenti per non applicarle le devono prima abrogare)
    Legga attentamente non faccia confusione l’art. 33 (COSTITUZIONE) parla degli scolari e non dei Docenti. La Mia Monaca quando non sapevo la tabellina a memoria mi rompeva la bacchetta sulle manine. I miei Alunni sono dei som. e nonostante ciò bocciarli è un tantino difficile sopenderli …… ricorrono al TAR. Poscia per cui una mattina qualcuno si sveglia e ci regala Monti… non ho nulla contro il Monti ma non mi risulta che l’abbiamo votato ci viene imposto. Fanno come vogliono in quanto nessuno è in grado di fermarli siamo analfabeti e alfabeti decidi tu illustre Professore.

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  • Alfredo

    L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.

    La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.

    Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

    La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.

    *E` prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale.

    Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

    ANTONIO su a destra donde c’è l’asterico leggi bene….l’art, fa riferimento agli studenti non ai docenti. In quinta Elementare si fa un esame di Stato per accedere alle Medie, alle Medie Viene un Presidente nominato MIUR e si fa un esame di stato, alle superiori Idem con patate quandi ti sei laureato stessa procedura.

    ——————————————————————————–
    il MIUR si sia – finalmente – accorto dell’esistenza del D. Leg.vo 9/11/2007 n. 206 che recepisce la Direttiva 2005/36/CE, ed abbia ammesso che il riconoscimento dell’abilitazione è un atto dovuto nel caso di effettivo svolgimento dell’attività professionale per almeno tre anni sul territorio dello Stato membro in cui è stato conseguito o riconosciuto il titolo di laurea. E non poteva essere altrimenti in quanto è una normativa comunitaria recepita dall’Italia.

    Caro Antonio chi è pratico non fa confusione,…la direttiva Europea est una cosa, se nomino la Costituzione mi sembra ovvio che faccio riferimento alla scuola. Mi contesti l’articolo? é il 33- La direttiva Europea legge del .2005/36 (PROFESSIONI nella quale rientrano anche i Docenti) Ma dai….
    Adesso Capisco perchè il diritto è morto. Caro Signore lo scrivente ha 30 di servizio mio malgrado devo riconoscere che ci son riusciti, altrimenti come farebbero ad amminestrare( il che è differente dall’amministrare.) Lei ancora discute di TFA Abilitazioni e se ne riempie la bocca. Noi avevamo le palle gli specchietti per le allodole certi politici li andavano a vendre in Africa.

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  • fabrizio2

    Troppo comodo chiedere i riservati. dalla terza fascia si è chiamati in modo meccanico, senza un vero merito a parte la laurea. potevate farvi le Ssis come molti di noi, invece avete attese, avete fatto i furbi, avete cercato le sanatorie ed i condoni. Cercare i riservati significa agire all’italiana, cercare condoni e sanatorie con la complicità di qualche politico che di scuola non comprende nulla ma è alla ricerca di voti.inoltre con la pretesa e la furbizia dei riservati togliete possibilità ai neolaureati!

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  • Alfredo

    Se invertiamo i ragionamenti non dovrebbero Chiamare persone ad insegnare senza Abilitazione in quando non idonei a svolgere le mansioni di Docente. Stranamente ai non abilitati permettono di far domanda per essere ammessi in graduatoria, ad ognuno assegnato un punteggio in base agli anni di insegnamento al Voto Conseguito al Diploma di laurea ecc.ecc. Nel momento in cui si rende disponibile una supplenza, guarda caso diventiamo idonei all’insegnamento, ci fanno firmare i verbali interoghiamo gli alunni mettiamo loro i voti verbalizziamo giudizi. Scusate non siamo abilitati all’insegnamento? Da ciò si deduce che se vado nel Passato è mi rendo reo dell’omicidio di mia madre ancor prima che mi concepiva, io non posso esser un omicida e tantomeno posso essere ritornato nel passato per uccidere mia madre se non son nato. Comunque esisto? qui si sdoppiano gli universi.
    Graduatorie in essere a scorrimento per sostituire i docenti che vanno e andranno in Pensione. Per le future assunzioni regole semplici e chiare potranno essere poste in essere se si risolve il primo problema. Ancor Prima della riforma chi accumulava sei mesi di insegnamento gli veniva pagato lo stipendio estivo ora invece si chiede la disoccupazione il risparmio dov’è, sempre i contribuenti pagano e con l’aggravio degli uffici preposti a smaltire le richieste di disoccupazione. Molti giovani senza lavoro nonostante l’investimento fatto per studiare vengono forviati in modo tale che non riescono più a focalizzare i propri diritti e duellano tra loro per un posto di lavoro, le leggi vanno lette attentamente. Qualcuno pretende forse di farle proprie e interpretarle a suo uso e consumo, sappiate che sono i poteri periferici che hanno questo potere ” Le Circolari esplicative ” La legge va applicata a meno che non sia anticostituzionale. Tutti coloro che Ligiferano li abbiam eletti noi ed è nostro il dovere di fermarli, se non applicano le leggi.
    Un popolo civile deve rivolgersi alla Magistratura e la stessa deve dare risposte in tempi Brevi soprattutto al pianeta scuola, Cardine dell’istruzione delle genti e madre del progresso di una Nazione Civile. Un invito anche ai Sindacati siate meno tolleranti molti di Voi nel passato hanno dato la vita per perorare cause buone e giuste, la stessa Mafia ha mietuto vittime tra Voi, avete un passato glorioso fatevi sentire schiarite la voce e guidate i Giovani verso la libertà di pensiero e non verso uno stato di sudditanza.

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    • Fabrizio

      Le spiego la situazione dei non abilitati, pensi di stare in guerra, per quell’avamposto non ci sono i soldati per cui lo stato che fa ? prende i civili e li manda ad ammazzare. La capisce la differenza ora? Poi i sindacati fanno gli interessi dei soli lavoratori, e non della collettività, per questo ci dovrebbe pensare il governo al quale noi diamo il voto ( e qui arriva il bello)….

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  • roby

    lavoro nella scuola da otto anni tra paritaria e supplenze brevi nella statale.che differenza c’è ai fini della mia pratica sul campo se ho contratti a tempo det(pochi e frammentari nella statale)e a tempo indet(lunghi nella paritaia)?

    Rispondi
  • Fabrizio

    Scusate ma perché non avete fatto i corsi d’abilitazione a loro tempo?
    Per prima cosa credo che l’insegnamento non si impari solamente sul campo quindi quei maledetti corsi onerosi (di tempo e di soldi, se fatti bene) formano veramente un docente, aumentando così la qualità del servizio.
    Quindi vi dico di non lamentarvi perché se riuscite ad insegnare anche senza l’abilitazione siete fortunati.
    Il mio caso come quello di molti miei colleghi è un esempio, sono un professore ( così come ci chiamano al ministero per presa in giro) dal 2008 e da allora ho svolto solo 15 giorni di supplenza (che per fini di punteggio non valgono a nulla).
    La materia di cui io sono abilitato è discipline plastiche (scultura) per i licei artistici, e prima della riforma Gelmini anche per gli istituti d’arte.
    In oltre ho dovuto svolgere un esame di ammissione a numero chiuso per essere ammesso ai corsi Coba (così si chiamavano per le materie artistiche), pagare 4000 euro in due anni di tasse , dare 20 esami (in un anno e mezzo), svolgere 160 (o 200 non ricordo) ore di tirocinio osservativo e attivo , scrivere una relazione sul tirocinio svolto e sulle normative di legge, formulare un modulo didattico nel quale inserire la ricerca contenutistica (cioè una tesi) e svolgere l’esame di stato finale.
    Quindi credo che il vostro dramma è di minore entità rispetto al nostro, e ancor di meno rispetto ai discenti , i quali a causa delle recenti leggi (e a volte anche dei sindacati, per cui voi che lavorate senza titolo siete dei lavoratori e quindi difendibili e noi con i titoli e senza lavoro no) si troveranno non solo con una minore qualità formativa ma anche degli insegnanti di ruolo che non svolgono la loro materia (estinta) ma un’altra, poiché in quanto dipendenti pubblici non possono essere licenziati.
    Un esempio di ciò che dico (e conosco) sono gli istituti d’arte convertiti a liceo artistico, istituti che formavano artisti-artigiani con i loro laboratori, cioè quella categoria di italiani che secondo molti possono salvare l’Italia dalla crisi!

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    • Fabio Baccelliere

      La tua è una visione piuttosto egoistica delle cose, come è spesso costume tra gli italiani. Le leggi europee stabiliscono che tre anni di esercizio di una determinata professione abilitano automaticamente alla stessa. C’è poco da girarci intorno: piaccia o no, e al di là delle proprie rivendicazioni personali, i diritti altrui esistono e vanno rispettati.

      Rispondi
      • Fabrizio

        Io non sono egoista, ma forse lei non capisce come stanno le cose (perché Lei è egoista, io ho messo i discenti davanti a tutto) sta di fatto che essere abilitati non vuol dire assolutamente essere di ruolo.
        Quindi avere l’abilitazione prevede solo che lei può essere inscritto in terza fascia nelle graduatorie provinciali (quindi qual’ora ci fosse la disponibilità) potrebbe insegnare con un contratto annuale (da settembre ad agosto), diversamente per le graduatorie d’istituto lei si troverebbe in prima fascia passando avanti ai non abilitati (che soddisfazione eh).
        Il posto fisso cioè il ruolo lo decide il ministero come e quando vuole ed in questo momento è tutto congelato (cioè chi va in pensione non è rimpiazzato), come tra l’altro l’equilibrio tra incarichi di competenza della provincia (sempre di meno) e degli istituti (che spesso si trovano costretti ad inventarsi chi sa che cosa per far quadrare i conti).
        Inoltre la terza fascia per le graduatorie d’istituto sono previste perché può accadere (come Lei è un esempio) che non ci siano Professori (certificati dal ministero ) disponibili per quel ruolo in quel posto così si da la possibilità di insegnare a dei Dottori ( possessori cioè di una Laurea ed di un percorso di studi inerente) che si trovano in una situazione di pura emergenza (caso strano).
        Lei per questo non ha il diritto di diventare Professore per esperienza sul campo, ma diversamente, qualora in un futuro prossimo il ministero decida di fare un nuovo concorso o qualcosa di simile, può far valere l’esperienza pregressa come punteggio aggiuntivo ( che non è poco) .
        Il ruolo (posto fisso) per quanto è scritto sul testo unico (Legge Italiana) non è automatico.
        Così qual’ora un fortunato (perché quando Le capiterà di assistere alle convocazioni provinciali vedrà che l’età media dei primi in graduatoria è molto alta, e quindi non sono solo tre anni che vanno avanti con la tarantella degli incarichi temporanei, non sapendo se il prossimo anno avranno lavoro) si trovi con la disponibilità oggettiva di arrivare al ruolo (posto fisso) deve prima fare un anno di straordinariato (di prova), per essere valutato da degli ispettori ministeriali se è idoneo o meno.
        Quindi prima di trovare salvezza nei cavilli europei si informi della legge italiana (testo unico), e capirà quanto la situazione attuale è gravemente pesante, non solo perché non c’è lavoro, ma anche perché spesso la didattica non viene vista come strumento di crescita sociale ma in realtà come parcheggio per chi cerca un lavoro sicuro a discapito dei discenti. Su questo punto la Gelmini è riuscita a distruggere la scuola italiana e se si continua così …

        Rispondi
  • xyz

    bastava studiare e passare il test… troppo facile chiedere l’ennesima moratoria sulle vostre mancanze

    Rispondi
    • fabrizio2

      condivido. cercano le sanatorie, cercano i condoni. hanno atteso anni ed anni per un riservato, senza pensare a tutti quelli che non hanno superato l’esame ssis. ed ora il premio? il condono. ma quale dramma??? è l’attesa della furbizia. invece di piangervi addosso provate il prossimo tfa. ed invito il giornalista o chi ha scritto l’articolo ad informarsi prima!

      Rispondi
      • Barry

        Forse non lo sai ma non tutte le classi di concorso hanno avuto i corsi ablitanti, e non in tutte le regioni ci sono stati, nella mia classe di concorso l’ultimo concorso pubblico bandito è stato quello del 1991, le Siss sono state attivate in poche città.

        Rispondi
    • Anonimo

      Conoscere chi ha scritto i “Pesci Rossi” non significa studiare, ma solo prendere in giro la gente. Pertanto è ovvio che chi è passato o è raccomandanto oppure è stato baciato dalla dea della Fortuna perché di studi e di bravura i test del TFA non c’entravano proprio a niente.
      Comunque chiedere di ottenere l’abilitazione riservata, ovvero TFA speciale, non è una moratoria a qualche mancanza, ma è un legittimo riconoscimento dopo anni e anni di lavoro in cattedra. Anzi la cosa assurda di tutto ciò è stato che il MIUR invece di riconoscere chi già lavora presso le sue scuole, appunto i docenti non abilitati, abbia preferito fare la buffonata dei TFA per illudere i neolaureati che una volta abilitati possano lavorare. Infatti io mi chiedo: senza esperienza, senza saper fare un registro, senza saper insegnare (il che è diverso da sapere in sé e per sé), senza saper comunicare con gli alunni, parlare con i genitori, fare gli scrutini, i consigli di classe e di istituto, collaborare con la presidenza, ecc, ecc, come possano ritenersi bravi e superiori a chi fa questo mestiere da anni.
      Mah

      Rispondi
  • Rossella Sola

    Io ne ho 360×5 e sono ancora qui… Sarebbe ora di stabilizzare quelli che già lòavorano invece di prendere soldi per far credere a degli illusi che passando un concorso avranno il posto… Io il concorso l’avevo passato nel ’99 e sono ancora qui che aspetto…. 360 giorni bastano per un’assunzione a tempo indeterminato in qualsiasi altro settore…. Quindi forza ragazzi! Non demordiamo!

    Rispondi
    • Antonio

      Evidentemente al concorso sei risultata solo idonea ma non vincitrice altrimenti ora saresti di ruolo.

      Rispondi
      • Fabrizio

        Ma che cosa centra il concorso con il ruolo, prima di sparare sentenze studiatevi le leggi e la situazione italiana.

        Rispondi
        • Antonio

          Il concorso del 99 a cui si riferisce Rossella Sola era un concorso a cattedra: chi vinceva entrava di ruolo, gli altri invece erano idonei ma non vincitori che sono stati messi nelle graduatorie di merito regionali. Queste graduatorie dovevano scomparire nel giro di 2 anni (o 3, non ricordo) sostituite da un nuovo concorso che però non c’è mai stato.

          Rispondi
  • Carmen

    lo stato spieghi perché riserva questo accanimento reiterato verso i propri dipendenti. Si serve dei servizi ma poi li bistratta e maltratta..questo è forse uno stato di democrazia?

    Rispondi
  • Fabio Baccelliere

    La situazione dei docenti di terza fascia non abilitati è stata spinta, ormai, ben oltre i confini del diritto del lavoro, come l’articolo dimostra ampiamente e chiaramente. Non chiediamo neppure la stabilizzazione, come peraltro sarebbe legittimo, almeno nel caso di colleghi che insegnano da sei, sette, otto, nove, dieci anni: il “solo”, ma imprescindibile, riconoscimento che pretendiamo – e lo dico senza timidezze condizionali – è l’abilitazione alla professione, che secondo la normativa europea ci dovrebbe essere concessa d’ufficio e che invece il MIUR vincola alla frequenza di un corso abilitante, azzerando di fatto anni di esperienza e lavoro sul campo sull’altare di una presunta meritocrazia (a tal riguardo, si rimanda all’incredibile vicenda dei test preliminari dei TFA ordinari). L’attivazione, a questo punto, di un corso abilitante riservato a tutti i docenti con esperienza pluriennale, senza sbarramento in ingresso, si configura come un passo obbligato verso il riconoscimento di anni di lavoro e di formazione professionale sul campo. Un’osservazione “a latere”: l’Italia è in prima linea nell’ossequio alle norme europee che penalizzano la spesa sociale e gli investimenti produttivi. E’ in ultima linea, invece, nel rispetto di quelle norme che tentano di mantenere questo disastrato continente nell’alveo della civiltà. Continuiamo a farci del male.

    Rispondi
  • Raffaella

    Chiediamo che vengano attivati, in breve tempo, dei corsi abilitanti speciali che valutino l’esperienza acquisita sul campo, di gran lunga superiore al puro e freddo nozionismo dei test d’ingresso al tfa, che tra l’altro sono stati formulati anche in maniera errata. Oltre al danno pure la beffa e le tasche più vuote!

    Rispondi
  • Alfredo

    A norma di legge siamo di già abilitati legge 2005 / 36 Comunità Europea e art. 36 della Costituzione la domanda sorge spotanea perchè la legge non viene applicata.?

    Rispondi
    • Antonio

      Cosa c’entra l’articolo 36 della costituzione? In quale parte della direttiva europea si dice che chi ha fatto 360 giorni di servizio è automaticamente abilitato? E se fosse davvero così, perché chiedete di riabilitarvi ma ovviamente senza nessuna selezione?

      Rispondi
      • Alfredo

        Caro Antonio la legge 2005/36 C.E.alla quale l’italia ha aderito parla chiaro.Sarebbe opportuno che tu la legga. L’art. 33 della Costituzione esso recita che i titoli conseguiti durante gli studi abilitano alla professione in quanto per conseguire il diploma di laurea abbiamo sostenuto un esame di stato. La Riabilitazione la fa chi ha subito traumi di sorta, e questo spero non sia il caso nostro. E’ tempo che si facciano valere i nostri diritti,anche per chi non ha fatto i 360 giorni se inserito nelle graduatorie e di fatto idoneo all’insegnamento resta salvo un Tirocinio sul Campo. L’ormai famoso Tfa era zeppo di errori e chi l’ha centrato… mi dici come ha fatto ha dare risposte esatte se spesso la risposta esatta non esisteva? I soldati se idonei devono andare sul campo di battaglia se sopravvivono diventano Militari a tutti gli effetti e se in soprannumero lo diventeranno a scorrimento graduatoria ( naturalmente è una Metafora) Leggete ragazzi e fate valere i Vostri diritti sanciti dalle leggi Vigenti le Circolari interpretative sono specchietti per le allodole. Ti cito un caso eclatante in una Università due docenti a pari merito nessuno dei due “ABILITATO” uno di di essi è passato di ruolo in quanto Straniero gli hanno applicato la legge Europea 2005 /36 Le critiche lasciano il tempo che trovano unitevi per far applicare la legge. Una Volta Esaurite le Graduatorie potrebbero far Concorsi a Cattedra per colmare i posti vacanti e di seguito reclutare docenti supplenti (IDONEI) all’insegnamento i quali se chiamati faranno di volta in volta esperienza sul campo, se validi verranno immessi in ruolo e così facendo il ciclo diventa corretto. In ogni nomina di un supplente sul contratto a termine c’è scritto idoneo all’insegnamento…(Cio di dice niente?) Il nostro Diploma di Laurea secondo te è puramente ACCADEMICO? Nella Comunità Europea ci siamo entrati, ed è tempo che L’Italia le regole da essa imposte le Rispetti. A favore degli Stati Membri il MIUR sembrerebbe che non faccia storie nel merito delle Professioni e del Tirocinio acquisito dal Professionista Straniero sul campo (O il sospetto che per gli Italiani la legge venga Interpetrata) e per gli Straniri Comunitari applicata. A te il contraddittorio con fatti alla mano

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        • Antonio

          Quindi citi l’articolo 33 e non 36 della costituzione. Io leggo: “È prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale.” Al termine dei corsi di laurea non si sostiene nessun esame di stato (forse tu l’hai fatto ma mi piacerebbe sapere in quale università). Se così fosse allora i laureati in medicina, giurisprudenza, ingegneria, architettura ecc. non dovrebbero fare l’esame di stato per l’abilitazione alla professione. Nessuna di queste categorie ha mai messo in mezzo la costituzione per fare la propria professione; si sono messi a studiare e hanno fatto l’esame di stato (forse è criticabile come ci si arriva a sostenere tale esame e che esso sia a numero chiuso…).
          Per quanto riguarda la normativa europea: non ho trovato niente di quello che dici tu. Se mi dicessi l’articolo o un riferimento più specifico allora il tuo discorso potrebbe iniziare ad avere senso.

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