Ven. Ago 23rd, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Il favoloso mestiere dell’inviato speciale

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di Ernesto Scelza

Ernesto Scelza

di Ernesto Scelza
Ernesto Scelza
Ernesto Scelza

Fare l’inviato speciale: è sempre stato il sogno di ogni giornalista. Catapultarsi sui luoghi dei grandi eventi, quelli che catalizzano l’opinione pubblica, ne catturano e plasmano i sentimenti. Portarsi nelle aree di crisi, dove si giocano i destini del mondo. Illustrarne i complessi scenari, narrandone storie, pezzi di vita. Conserva il gusto dell’avventura, il fascino del rischio, il mestiere dell’inviato. La scommessa di cogliere in pochi attimi il segreto di un intero universo di interessi nascosti. Ci si immagina, ancora oggi, che questo privilegiato cronista viva un tempo accelerato, quella ‘più che vita’ di cui hanno trattato i teorici della modernità contemporanea. A suo agio in ogni ambiente, con qualsiasi umanità: nelle “Verdi colline d’Africa” come a “Casablanca”, un po’ Ernest Hemingway e un po’ Humphrey Bogart. E invece, un grande giornale ha inviato un suo giornalista a documentare il viaggio pasquale attraverso la ‘Salerno-Reggio Calabria’. Come se si dovessero descrivere i luoghi e i protagonisti delle guerre terribili che avvolgono di angoscia il nostro futuro, si è pensato che andassero misurati i percorsi delle deviazioni tra Lagonegro e Sibari, descritti le colonne di camion, le code interminabili, la disperazione delle famiglie, il pianto dei bambini, l’abbandono a sé stessi: quella triste odissea cui sono condannati coloro che per qualsiasi motivo si inoltrano verso la punta dello Stivale. E fa un certo effetto, mentre assistiamo sgomenti al dispiegarsi della barbarie del terrorismo ‘jihadista’, dover ricorrere ad una terminologia ‘di guerra’ per descrivere una normale esperienza di viaggio. Che si traduce nella drammatica e incerta avventura della ‘discesa’ nel Sud.

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