Il filo rosso della discriminazione

di Ernesto Scelza
Ernesto Scelza
Ernesto Scelza

In Uganda il presidente Yoweri Museveni firma la legge già approvata dal Parlamento che prevede l’ergastolo per gli omosessuali. Sembrerebbe un provvedimento da un mondo ‘arretrato’, lontano dal nostro. Ma guardiamo un po’ più da vicino vi scorgiamo allarmanti analogie con quanto accade da noi, punta orgogliosa del mondo sviluppato e civile. Museveni ha corrisposto ad una diffusa opinione pubblica (e già questo accarezzare il sentire dominante deve farci riflettere) e accusa l’Occidente di ‘imperialismo morale’, colpevole di volere imporre i suoi ‘valori sociali’, la sua ‘cultura dei diritti umani’. La ragione stringente del legge è che occorre impedire agli omosessuali occidentali di reclutare bambini ugandesi. Ma la legge non è contro la pedofilia o la tratta dei bambini: è contro quello che viene considerato un comportamento ‘contro natura’. Poi, Museveni è un fervente cristiano evangelico, e associazioni ed esponenti religiosi hanno a lungo invocato la legge. Tranne che nel Sudafrica, in quasi tutto il continente africano l’omosessualità è punita con pene severe. E nelle zone dove vige la ‘Shaaria’, la legge islamica, è prevista la pena di morte. A conferma che non le fedi religiose, ma gli integralismi si appoggiano a vicenda. Alta si è levata la voce di condanna di Desmond Tutu, vescovo attivista sudafricano dei diritti umani. Attendiamo di sentire quella di Papa Francesco. Perché ovunque i fanatici delle discriminazioni si mascherano da difensori della morale e della religione.

redazioneIconfronti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *