Dom. Set 15th, 2019

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Il Giglio simbolo dell’espansione dei boss Cuccaro-Aprea e Alberto

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Quest’anno le tangenti erano state imposte anche a Cercola.

A Cercola per sottolineare il nuovo potere dei Cuccaro, gli uomini del clan avevano obbligato i commercianti ad esporre all’interno delle proprie vetrine i gadget della festa dei gigli di Barra. E’ un nuovo capitolo della “vicenda” che ha portato alla distruzione del Giglio della paranza Insuperabile di Barra, popoloso quartiere di Napoli. Nel corso delle indagini, i carabinieri hanno accertato che il clan Cuccaro, nelle settimane precedenti alla festa, imponeva ai commercianti il pagamento di tangenti mascherato dall’acquisto di gadget del giglio.
Quest’anno le tangenti erano state imposte anche a Cercola. La ramificazione nel territorio di Cercola del sodalizio criminale Aprea, Cuccaro e Alberto è stata resa possibile dopo la “caduta libera” del clan Sarno che ha lasciato campo aperto alla mala di Barra. Il dominio della zona doveva essere certificato da qualcosa di tangibile. E allora cosa c’era di meglio che estendere la festa – o meglio la vendita dei gadget legati alla festa di Barra – anche nel paese del Vesuviano? E così ecco che le bandierine della paranza “incriminata” dalla magistratura hanno invaso anche i negozi delle principali strade di Cercola, comune della provincia di Napoli, naturalmente in cambio del pagamento del “pizzo”. Anche fuori da Barra, quindi le tangenti erano mascherate da contributi per la popolare festa religiosa dei Gigli, a scoprirlo sono stati i carabinieri, le cui indagini hanno fatto emergere che, smantellato il clan dei Sarno, i Cuccaro-Aprea-Alberto avevano esteso proprio a Cercola la propria egemonia. E ai commercianti locali era stato chiesto di esporre nelle vetrine i gadget del giglio per rimarcare che il clan aveva il controllo della zona. Nell’ordinanza che ha portato al sequestro dei Giglio dell’ “Insuperabile” di Barra viene sottolineato il legame con le attività del clan camorristico Cuccaro, egemone nella zona, e dei gruppi alleati Aprea ed Alberto. Il sequestro è stato disposto dal gip Antonella Terzi, che ha accolto la richiesta del pm Vincenzo D’Onofrio.

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