Lun. Ago 19th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Il giorno dopo la strage gli Usa si interrogano sull’uso delle armi

2 min read
Motivi elettorali e lobbistici dietro la tollerenza della Casa Bianca per gli eccessi di autodifesa
di Vincenzo Pascale (da NY City)

Una strage differente quella consumatasi ieri a Newton in Connecticut. Venti i bambini uccisi tra i 6 ed i 7 anni sei gli adulti, insegnanti nella scuola. La dinamica della strage pare chiara: il ventene assalitore Ryan Lanza, affetto da disturbi della personalità, ha fatto fuoco con le armi della madre, insegnante nella stessa scuola, che gli aveva insegnato a sparare. L’America ed I media soprattutto si interrogano se questa escalation di violenza può essere ancora tollerata. Sono trecento milioni le armi da fuoco che circolano negli Usa ed il numero continua ad aumentare. Un’arma da fuoco non diviene un oggetto desueto, può sempre dare la morte sia essa una pistola dell’800 che una moderna arma automatica costruita in questi anni. I detentori di arma da fuoco in America hanno causato più vittime delle guerre in Iraq e Afganistan e degli attentati terroristici. Eppure questi dati non sono ancora sufficienti per i politici al punto da indurli a prendere posizioni nette sulla regolamentazione dell’acquisto di armi da fuoco. Niente da fare. La cosidetta politica grass roots (di base) ha le sue regole severe. Se vai contro gli interessi di certe comunità organizzate o di certe lobby, ti scordi la rielezione. Questo vale soprattutto negli Stati del MidWest e del West, in misura minore nel North East. Eppure Newton, Connecticut, e nel cuore del North East: per cultura e per valori entro certi limiti più vicino all’Europa. Niente da fare. Parlare di regolamentare il libero mercato delle armi incute ancora timore. Ci ha pensato la Cnn ed un gioranlista britannico, Piers Morgan, che nel suo seguitissimo programma serale sulla emittente di Atlanta ha lanciato una severa accusa alla società americana: violenta, ha detto. Il dibattito si è acceso sino a raggiungere punte di polemica sconosciute per i compassati ospiti delle emittenti americane. Ma ormai le posizioni sono chaire: aspettando le regolmentazioni imposte dal Congresso, su specifica richiesta del Presidente Obama, devono essere i media stranieri e gli opinion makers stranieri a far capire alla nazione americana che il proliferare delle armi da fuoco vendute liberamente sta seriamente minacciando la benevolenza ed il prestigio che l’America gode quasi in ogni angolo del globo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *