Mar. Lug 23rd, 2019

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Il Governo ha varato il decreto per la incandidabilità di condannati

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Il provvedimento, firmato da 3 ministri, approvato nel corso di una riunione molto sofferta

Via libera al decreto liste pulite. Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi, nel corso di una riunione durata oltre 5 ore, il decreto che introduce disposizioni “in materia di incandidabilità” e il divieto di ricoprire “cariche elettive e di governo” conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi.
Il decreto entrerà in vigore a partire dalle prossime elezioni politiche. Era stato più volte argomento di scontro tra governo e Pdl.
La discussione del testo era stata bloccato venerdì scorso per tornare oggi a Palazzo Chigi: diciotto articoli, una corposa relazione illustrativa. I tre ministri che lo portano in carico e lo firmeranno in calce sono Anna Maria Cancellieri per l’Interno, Paola Severino per la Giustizia, Filippo Patroni Griffi per la Funzione Pubblica. I tre si sono opposti più volte alle insistenti richieste del Pdl di ammorbidire il decreto.
Le regole prevedono che sia escluso “chi ha riportato condanne definitive a pene superiori a due anni” per delitti gravi e gravissimi, mafia, terrorismo, omicidi, rapine. Fuori anche “i condannati a oltre due anni” per tutti i reati contro la pubblica amministrazione, così come “coloro che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a due anni, per delitti non colposi, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni”.
La riunione del Consiglio dei Ministri che vedeva tra gli argomenti all’ordine del giorno il cosiddetto decreto “liste pulite” e l’eventualità dell’election day è cominciata con un’ora di ritardo rispetto al previsto per attendere il premier Mario Monti che era andato al Senato a votare per il Decreto Sviluppo.

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