Il Governo ha varato il decreto per la incandidabilità di condannati

Il Governo ha varato il decreto per la incandidabilità di condannati

Via libera al decreto liste pulite. Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi, nel corso di una riunione durata oltre 5 ore, il decreto che introduce disposizioni “in materia di incandidabilità” e il divieto di ricoprire “cariche elettive e di governo” conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi.
Il decreto entrerà in vigore a partire dalle prossime elezioni politiche. Era stato più volte argomento di scontro tra governo e Pdl.
La discussione del testo era stata bloccato venerdì scorso per tornare oggi a Palazzo Chigi: diciotto articoli, una corposa relazione illustrativa. I tre ministri che lo portano in carico e lo firmeranno in calce sono Anna Maria Cancellieri per l’Interno, Paola Severino per la Giustizia, Filippo Patroni Griffi per la Funzione Pubblica. I tre si sono opposti più volte alle insistenti richieste del Pdl di ammorbidire il decreto.
Le regole prevedono che sia escluso “chi ha riportato condanne definitive a pene superiori a due anni” per delitti gravi e gravissimi, mafia, terrorismo, omicidi, rapine. Fuori anche “i condannati a oltre due anni” per tutti i reati contro la pubblica amministrazione, così come “coloro che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a due anni, per delitti non colposi, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni”.
La riunione del Consiglio dei Ministri che vedeva tra gli argomenti all’ordine del giorno il cosiddetto decreto “liste pulite” e l’eventualità dell’election day è cominciata con un’ora di ritardo rispetto al previsto per attendere il premier Mario Monti che era andato al Senato a votare per il Decreto Sviluppo.

Barruggi

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