Il grecale che viene dal Mediterraneo

Il grecale che viene dal Mediterraneo
di Giuseppe Foscari *
Il professor Giuseppe Foscari
Il professor Giuseppe Foscari

Soffiano venti di guerra sull’Europa. Non è una mia sconcertante previsione che prelude a chissà quale scenario bellico, eserciti in marcia, bombe lanciate, bensì il frutto delle palesi fibrillazioni di queste ore da parte dell’Europa del rigore e dei numeri. Tranquillizzatevi! Non si tratta di vera guerra, bensì dei conflitti come si combattono ora, da quando si è compreso bene che non è necessario schierare alcun esercito, ma che basta far parlare lo spread, la Merkel o chi per lei, per ottenere effetti dirompenti sulle borse, per decidere se un paese deve rimanere in piedi o sprofondare nella più rigorosa austerità o depressione possibile.

Domenica la Grecia potrebbe lanciare all’Unione Europea un messaggio dirompente, ma meno dirompente rispetto a come viene dipinto o come viene presentato dai mass media.

Tsipras, ovvero la sinistra di governo, come egli stesso ama presentarla, dovrebbe vincere a mani basse le elezioni e imporre una sterzata politica al proprio paese, al quale guardiamo sempre con affetto e ammirazione, e soprattutto all’Europa, creando anche un possibile effetto domino capace di mandare in fibrillazione gli uomini dell’ordine costituito nell’Europa glaciale e antisolidale che intendono costruire.

Il manifesto elettorale di Tsipras avrà anche un retrogusto populista, ma è chiarissimo: porre fine all’austerità e alla crisi mediante un programma di ricostruzione economica finanziato dall’Europa, mediante prestiti per imprese e famiglie a tassi d’interesse molto bassi, favorire gli investimenti pubblici, sospendere il patto di bilancio europeo (il famoso fiscal compact) che impone il pareggio di bilancio anche ai paesi in gravi difficoltà economiche, creare una vera banca europea che presti danaro non solo alle banche ma anche agli Stati in difficoltà. Il quid sostanziale di Tsipras è che vengono prima le persone, poi i conti, il profitto, le banche ecc..

Sfido chiunque a ritenere questo programma poco chiaro, scorretto, pericoloso e sovversivo!

Il sud dell’Europa muove così la sua sfida ai potenti del Vecchio Continente.

Mi torna in mente un intellettuale salernitano di grandissimo valore, Matteo Angelo Galdi, patriota repubblicano e scrittore politico, il quale nel 1796, in una sua breve opera (Discorso sui rapporti politico-economici dell’Italia libera con la Francia e col resto dell’Europa), immaginò in prospettiva la costruzione di una federazione europea, basata sulla democrazia e sulla libertà, un’Europa dai valori solidali condivisi, sollevando nell’immediato un tema di grandissima attualità: quell’Europa si poteva costruire solo se i paesi del Sud, quelli dell’area mediterranea, per intenderci, riuscissero a mettersi assieme e a proporre un’alternativa alle indebite ingerenze inglesi e delle altre potenze del tempo (Russia e Germania su tutte) e a puntare al diritto dei popoli, basato sull’eguaglianza fra gli Stati e su una rete commerciale comune.

Fu una sferzata di aria gelida sul volto dei gelidi potenti del tempo.

A proposito di venti, il grecale è un vento mediterraneo che spira da nord-est in corrispondenza proprio della Grecia di Tsipras, un vento che d’inverno assume le caratteristiche di folate fredde e secche o anche associate a perturbazioni.

Metafora di un cambiamento che viene dal Sud dell’Europa?

* professore di Storia dell’Europa, Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione, Università di Salerno

 

redazioneIconfronti

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