Il lavoro giovanile che non c’è, Napoli chiama Europa

Il lavoro giovanile che non c’è, Napoli chiama Europa
L'emigrazione ieri ed oggi
L’emigrazione ieri ed oggi

Domani, venerdì, alle ore 17, presso l’Istituto Nazareth di Napoli, in via Kagoshima 15, il professor Pasquale Ferrara, diplomatico, segretario generale dell’Istituto Universitario Europeo di Firenze, sarà intervistato dal giornalista Andrea Manzi, sul tema: “Fuga dall’Italia? I giovani, il lavoro, L’Europa”.

La delicatezza e le interessanti problematiche del tema sono affidate al dialogo tra due personalità di primo piano. Analizzando quella che non è solo una provocazione del titolo ovvero la fuga dei nostri giovani migliori dal nostro paese, si parlerà di prospettive, di qualità della formazione e di futuro del lavoro.

Pasquale Ferrara, recentemente all’Istituto Universitario Europeo dal Ministero degli Esteri, dove dal 2006 è stato prima Capo del Servizio Stampa e portavoce del Ministro e successivamente responsabile dell’Unità di Analisi e Programmazione della Farnesina, possiede una visione ampia e documentata delle dinamiche politico-economiche – grazie alle sue numerose attività di ricercatore, di docente universitario e diplomatico.

Andrea Manzi, già redattore capo del Mattino, direttore della Città di Salerno (Gruppo L’Espresso) e vice direttore del Roma e fondatore del blog IConfronti, è anche autore di testi per il teatro: egli saprà certamente stimolare le più concrete ed acute “analisi di scenario” nel suo interlocutore.

I giovani rappresentano da sempre una delle categorie più vulnerabili, la loro condizione nel mercato del lavoro appare ancora più critica. Nel 2011 il tasso di disoccupazione giovanile in Italia era al 29,1%, in aumento di 1,3 punti percentuali rispetto all’anno precedente.

Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24anni) supera in Italia, nel 2013, per la prima volta il 40%. Lo certifica l’Istat secondo cui ad agosto 2013 il tasso è aumentato di 0,4 punti percentuali su luglio e di 5,5 punti su base annua. Viene così superata per la prima volta la soglia del 40% e raggiunto il livello più alto dall’inizio sia delle serie Istat mensili (2004) sia trimestrali (1977). Tuttavia la disoccupazione nell’Eurozona resta invece stabile al 12%.

Per una “scuola con vista sul futuro” – come recita il nostro claim – preoccuparsi delle prospettive anche del futuro del propri allievi, significa saper orientare, al meglio e per tempo, le scelte professionali, offrendo gli strumenti culturali più adeguati alle sfide del mondo globalizzato.

All’incontro sarà inoltre presente il dott. Diego Bouché Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania del MIUR.

L’evento è il secondo di un ciclo di incontri che l’Istituto ha programmato per supportare il rilancio promosso dalla nuova gestione affidata dalle Religiose di Nazareth all’Impresa sociale il Maestro.

L’Istituto Nazareth, nel cuore del Vomero dal 1956, fedele agli obiettivi di far crescere bambini e ragazzi “in età, grazia e sapienza”, vanta una prestigiosa tradizione di eccellenza nella docenza e nella cura dei propri allievi. Se è vero che la qualità di una istituzione formativa è nella qualità dei formatori. Impegnato ad accompagnare gli allievi e i bambini in età prescolare nell’educazione e nella crescita integrale, secondo una visione psicosociale della conoscenza, del rispetto, dell’accettazione e della condivisione.

Tra le moltissime iniziative avviate dalla nuova gestione – con notevoli investimenti – gli incontri con personalità della cultura, della scienza, della ricerca e delle arti visive, rivestono una novità per le scuole secondarie, nelle formule e nei temi che saranno trattati

“Le religiose di Nazareth” è una Congregazione dedicata all’educazione della gioventù; ebbe principio a Montléan in Francia il 3 maggio 1822, e venne approvata dalla S. Sede il 1896. Così scrive sulla Treccani Pietro Tacchi Venturi. Ne fu fondatrice la duchessa de la Rochefoucauld Doudeauville, e prima superiora Elisabeth Rollat Ambione, figlie spirituali del gesuita Pierre Roger.

 

redazioneIconfronti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *