Il libro / L’Io è una finestra dalla quale affacciarsi al mondo

di Damocle

Aprire la finestra, di buon mattino, per sentire l’aria fresca di un nuovo giorno, rimuovere le immagini della notte ed aprirsi a nuovi pensieri, in un confronto che può, al tempo stesso, entusiasmare e spaventare, ma che comunque appare “necessario” all’essere umano. La lettura del libro di Alessandro Bagnato, “Le finestre dei pensieri” (Booksprint Edizioni, ebook scaricabile al sito http://www.alessandrobagnato.com/), è un po’ questo: la possibilità di riflettere sulle nostre riflessioni. L’autore, neppure trentenne, in maniera lineare e non banale, accompagna il lettore a spasso per un sentiero in cui si incontrano i più grandi della filosofia, da Cartesio a Kant, ma anche il famoso divulgatore De Crescenzo e in loro compagnia ci si trova a ragionare sui pensieri dell’uomo e sul loro perché. Considerazioni ed interessi che ad oggi, almeno per quanto ci propinano tv e giornali, appaiono difficili da trovare nei giovani. Eppure lo scrittore di Vibo Valentia, la cui esperienza lavorativa l’ha portato ad impegnarsi in contesti, come strutture alberghiere, che apparentemente sono molto lontane dalle aule universitarie dove si studia la Filosofia, non si estromette dal contesto in cui vive, non nega la realtà, per rifugiarsi nel suo “io”. Anzi. Si affaccia al mondo, lo guarda con occhio curioso e, forte del sapere del passato e del suo essere, prende a ragionare seguendo una logica che non necessariamente arriva a verità assolute, ma che stimola il lettore, appagando il naturale desiderio di “pensare”. Riga dopo riga, ognuno può vedere riflesse le sue considerazioni, i suoi dubbi, in un alternarsi di domande e risposte che altro non sono che la filosofia nel senso più spontaneo e originale della parola. Non si giudica il passato, condannando od esaltando questo o quel filosofo, ma, come è quotidiano e familiare il gesto di aprire la finestra, per guardare fuori da noi, sapendo, al tempo stesso, che lo sguardo, forse indiscreto, di qualche passante, possa fermarsi nell’intimità di casa nostra, così i pensieri dell’autore e quindi del lettore di specchiano uno nell’altro, alla ricerca dell’essenza dell’uomo. E non solo, Bagnato non considera l’uomo esclusivamente come in grado di pensare, ma anche come animale politico, per dirla con Aristotele. E dunque, nel suo saggio, riflette anche sul linguaggio e sull’imperialismo. Una lettura piacevole, che risulta essere una di quelle impegnate, eppure mai pesante, disinvolta in ogni passaggio di riflessione.

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