Il Ministero: il suicidio del precario non è colpa nostra

Carmine Cerbera (foto), docente precario di Storia dell’arte a Napoli, suicidatosi nella sua abitazione a Casandirno, un comune della provincia di Napoli, venerdì scorso, è diventato il simbolo di tutti gli insegnanti precari italiani, in questo momento di difficoltà. Ed ora il ministro Profumo si difende dalle critiche piovute addosso.
«Il suicidio di Carmine Cerbera dovrebbe far riflettere tutti. La precarietà è violenza contro le persone fino a spingerle a rinunciare alla propria vita. Il lavoro è stato ridotto in merce, spogliato della dignità. Il Ministro Profumo, in perfetta continuità con quello precedente, nega il diritto alla certezza del lavoro per i tantissimi precari dei comparti della conoscenza nel nome di una falsa meritocrazia». E’ quanto afferma il segretario generale della Flc Cgil, Mimmo Pantaleo. «Le politiche liberiste – ribadisce – stanno umiliando persone che da anni garantiscono il funzionamento di scuole, università, conservatori e istituti di ricerca. Il lavoro da bene comune viene considerato un premio da mettere in palio per una lotteria come si vuole fare con il concorso per docenti. Il governo Monti per garantire la finanza e la speculazione continua a tagliare risorse alla scuola e s’inventa l’aumento dell’orario riducendo ulteriormente supplenze e organici». «Cresce la frustrazione per un futuro che non c’è più ed è disarmante la distanza che separa chi Governa e la condizione disperata di tantissime persone. ll gesto estremo di Carmine – conclude il leader della Flc Cgil – deve spingerci ad uscire dalle solitudini e dalle sofferenze individuali per mettere in campo una forte azione collettiva per cambiare un Italia sempre più ingiusta, più cinica e meno solidale».
Il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo si è detto «molto colpito personalmente» dal suicidio di Cerbera, che sul proprio profilo Facebook aveva accusato il ministro Profumo di distruggere il futuro degli insegnanti precari. «È un fatto che ha colpito me in particolare – ha aggiunto Profumo – sono molto vicino alla famiglia, ma posso dire che ad oggi non è stato fatto nulla per peggiorare la situazione delle persone che non hanno un posto fisso all’interno della scuola». Quanto alla regolarizzazione dei precari nella scuola, Profumo ha concluso sottolineando che «è un processo che dura da molti anni ed è l’operazione sulla quale sto lavorando per cercare una normalizzazione».

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