Il ministro Severino propone un baratto al Pdl: legge sulle intercettazioni in cambio dell’anticorruzione

Fonte: www.ilparlamentare.it

Di grandi riforme sulla giustizia nemmeno a parlarne. Al massimo si arriverà ad un baratto: una nuva legge sulle intercettazione in cambio di quella sull’anticorruzione. Il ministro della Giustizia Paola Severino non ne fa mistero ed ai vertici del Pdl lo ha detto in maniera esplicita: “Il governo Monti ha una priorità, la legge anti-corruzione. Sia chiaro che se quella non accelera il suo iter e non passa definitivamente, le intercettazioni restano ferme là dove sono adesso”. Se invece, a settembre, arriveranno concreti segnali di buona volontà sull’anti-corruzione, una legge che attende il sì dalla primavera del 2010, anche quella sugli ascolti ricomincerà a marciare speditamente. 
Come dire che non si farà né l’una né l’altra. Ed il segnale che arriva dal Pdl è chiaro perché Angelino Alfano e l’avvocato del premier Niccolò Ghedini hanno fatto capire che sull’anticorruzione bisogna “limare” e riparlarne. Più urgente, anche al Quirinale dopo le telefonate dell’ex ministro che hanno costretto il capo dello Stato a ricorrere alla Corte costituzionale ed all’ex presidente del Senato sono costate, di fatto, una richiesta di rinvio a giudizio per falsa testimonianza nell’inchiesta sul presunto rapporto Stato-Mafia, appare la legge per limitare le intercettazioni. Per di più in tempi di rigore economico visti i costi milionari delle intercettazioni che quasi mai,tra l’altro, risultano determinanti ai fini processuali.

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