Il movimento di Montezemolo, Bonanni e Riccardi già ridimensionato

Il movimento di Montezemolo, Bonanni e Riccardi già ridimensionato

E’ tutto pronto per il lancio sull’arena della competizione elettorale del nuovo soggetto “moderato” che correrà al voto con una sua lista che si muove all’insegna del Monti dopo Monti. Una lista organizzata attorno alle adesioni a quel Manifesto verso la Terza Repubblica proposto da un imprenditore come Montezemolo (foto), da un sindacalista, come Bonanni e da due esponenti di spicco del mondo cattolico come Riccardi e Olivero. La kermesse, che dovrà inaugurare il cammino della nuova proposta politica, si terrà sabato: ma già, rispetto alle intenzioni iniziali, la grande festa che doveva celebrare l’unione di forze e associazioni provenienti dalla società civile, del mondo cattolico e di quello politico “moderato”, sarà un po’ ridimensionata. Questioni di strategia, gelosie, tattica. Si studiano ancora a distanza i firmatari, ormai quasi 7 mila, della Lista Verso la Terza Repubblica con quelli della Lista per l’Italia di Casini e Fini, anche se il presidente della Camera ha oggi rimarcato i “punti di convergenza” sulla prospettiva di un Monti bis. Il palazzo è un po’ indispettito dalle prese di distanza della lista del Manifesto al punto che proprio tra le fila di un gruppo molto vicino a questa nuova iniziativa è stato oggi lanciato sul campo un altro mini- manifesto: quello dei politici “A Testa Alta”, quello dei deputati che rivendicano il loro ruolo di «onesti, mai condannati nè indagati» contro i «rottamatori di destra, centro e sinistra, contro gli ‘sfasciacarrozze della politica’». Ed anche tra cattolici, le posizioni in campo sono differenziate, stando almeno ad un sondaggio svolto dall’Swg per i Cristiano sociali su 800 cattolici, tra i quali addirittura Grillo sarebbe più appetibile della lista Montezemolo-Riccardi. Questa «è un’operazione di vertice, un cavallo di Troia per Monti» si arrabbia Rosi Bindi rivendicando al Pd il posto di primo partito tra i cattolici. Nei fatti, la convention organizzata da Italia Futura per far incontrare sabato movimenti e simpatizzanti non ospiterà politici nè, a parte il “fondatore” Riccardi, uomini di governo. Tanto meno il tanto atteso Corrado Passera. Chi andrà, se andrà, lo farà a titolo personale perché gli organizzatori hanno evitato di fare inviti in quelle direzioni proprio per sottolineare la natura apartitica dell’iniziativa. Ci sarà, invece, ma senza salire sul palco, uno degli altri promotori del Manifesto: il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni. Il leader sindacale sarà seduto in prima fila ma non prenderà la parola assieme agli altri oratori. Bonanni ha scelto di non coinvolgere il sindacato in questa avventura politica di cui, tuttavia, resta sostenitore. Anche il presidente delle Acli sarà lì in qualità di promotore del Manifesto, una presenza che segna da un lato un passo in avanti rispetto al passato ma che è ancora lontana dal coinvolgimento della struttura associativa nel progetto fondativo. Per tutti, infatti, la parola d’ordine è quella dell’impegno perché, come dice anche il ministro e fondatore della comunità Sant’Egidio, «la buona politica non cala dall’alto», tutti devono rimboccarsi le maniche. L’invito all’incontro del 17 è invece aperto a tutti gli amministratori locali e in generale a tutti gli italiani che «provenendo da culture e tradizioni diverse» si vogliano impegnare per porre un argine «ai populismi di destra e di sinistra». «Ho deciso di dare un contributo senza chiedere in cambio posizioni o rivendicare ruoli» ribadisce Montezemolo che aprirà la kermesse subito dopo l’introduzione-racconto dello scrittore Edoardo Nesi. Poi la parola passerà al presidente delle Acli, Andrea Olivero, a Stefania Giannini, rettore dell’università per gli stranieri di Perugia, al governatore trentino Lorenzo Dellai, all’economista Irene Tinagli e al fondatore di Sant’Egidio e ministro, Andrea Riccardi.

m.amelia

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