Il nome del teatro? Leo, Gatto o Menna

Il nome del teatro? Leo, Gatto o Menna

Dopo l’intervento del regista Pasquale De Cristofaro, pubblichiamo un articolo dell’attore Alfonso Liguori sulla proposta del Comune di intitolare l’ex Teatro Diana di Salerno appena ristrutturato alla memoria di Pierpaolo Pasolini

di Alfonso Liguori
L'attore Alfonso Liguori
L’attore Alfonso Liguori

Un moto di gioia e uno di sconforto.

Nella mia Salerno, finalmente la ristrutturazione dell’ex cinema Diana è stata portata a compimento e la sala presto aprirà i battenti. Aprire un teatro è sempre una santa cosa.

Ma con il dolce, l’amaro: il teatro viene intitolato a… and the winner is… Pier Paolo Pasolini.

Pasolini ci manca tanto, ma tantissimo; quanto ci servirebbe la sua voce, le sue crude ed articolate analisi, il suo essere naturalmente “politicamente scorretto”, in questi tempi di grigiume e mezze figure.

I suoi scritti, ancora oggi ci illuminano, li amiamo e ricordiamo. È anche indiscutibile che esiste una profonda relazione tra il poeta friulano e il Teatro. Ma questa intitolazione mi lascia profondamente perplesso, e mestamente me ne vado a far compagnia ad altri colleghi che già si sono espressi in merito.

Ricordo che nei giorni della morte di Lucio Battisti, si stava per inaugurare a Roma il nuovo Auditorium di Renzo Piano. Un consigliere comunale (di cui si è persa memoria) si alzò e propose che la struttura venisse dedicata al cantautore. Ne nacque, come al solito, una polemica – stavolta piccola, per fortuna – che i giornalisti, come dovere, subito cavalcarono chiedendo opinioni e redigendo interviste.

Fu interpellato anche il maestro Riccardo Muti, il quale, molto placidamente, fece osservare che la città di Roma aveva un immenso patrimonio musicale, e che magari era il caso, per l’intitolazione delle nuove sale, di pensare a un genio come Pier Luigi da Palestrina. Da quel momento, i consiglieri comunali tacquero.

A Cividale del Friuli, zona pasoliniana, il teatro comunale è intitolato ad Adelaide Ristori, a Rimini ad Ermete Novelli, a Imola ad Ebe Stignani… Chi saranno costoro? Grandi attori/attrici o cantanti dei decenni passati.

Perché si intitola un teatro, una strada, una piazza a qualcuno? Forse è questo a non essere chiaro ai nostri politici e a tanti nostri professoroni: per non perderne la memoria, perché in un qualche modo, anche minimo, il ricordo di un grande personaggio si perpetui nel tempo. Per ugual motivo si proclamano le feste nazionali, dove tutto si ferma in ricordo dell’avvenimento verificatosi in quello specifico giorno.

Così la gente continua (magari anche in malo modo, ma fa nulla…) a ricordare. Provate a chiedere ai nostri giovani cosa si commemora il 4 novembre. La stragrande maggioranza non lo sa più. Abolita la festa, perso il ricordo. Ripasso sommario: la firma dell’armistizio con l’impero austro-ungarico, fine della prima guerra mondiale, vittoria dell’Italia e compimento dell’Unità nazionale. E pensate che non divenne nemmeno festa fin da subito. Fu istituita, infatti, con Regio decreto, solo il 23 ottobre 1922. Ci volle quindi un po’ di tempo per decidere che anche in quel caso c’era la necessità di “non dimenticare”.

Luoghi come Cividale, o Rimini, o Imola, certo non sono né più importanti, né meno importanti di Salerno, ma quel che hanno voluto fare è ben chiaro: consegnare alla memoria, per lo meno dei propri concittadini, il nome di personaggi importanti che hanno dato lustro alla città e/o alla nazione.

Pasolini Pier Paolo, è personaggio immenso, ma c’è una urgenza di consegnare il suo nome alla memoria dei salernitani? Francamente non credo. E c’è forse il pericolo che nella Nazione il suo nome si perda? Non credo nemmeno questo. Dunque non se ne sentiva la necessità, di intitolargli un teatro a Salerno. Mentre, giustamente, gli è stato intitolato più di un teatro nella sua terra, a Cervignano del Friuli, e a Casarsa della Delizia, sempre nel Friuli.

E allora, cari politici, cari professoroni, studiosi, genialoni, esaltatoni della mia città: non c’era un salernitano illustre a cui decidere, per i motivi di cui sopra, di dedicare una sala teatrale? Forse il nome di Leo De Berardinis non andava bene, o magari di Filiberto Menna, anche se agiva in altro campo, o magari del povero Alfonso Gatto condannato a fare da scivolo per i camion diretti al porto? Poteva magari essere più interessante il nome di Augusto Di Giovanni, o quello di Ugo Pirro?

Visto quanti nomi? E sto “andando a memoria”, scommetto che facendo una semplice ricerca su internet se ne trovano tanti e tanti altri. Bastava volere.

PS  Per favore, quando tra una cinquantina di anni me ne andrò (perché ho la ferma intenzione di rompere i cabasisi a lungo), lasciatemi nel mio placido oblio, grazie.

redazioneIconfronti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *