Il nostro futuro vicinissimo

Il nostro futuro vicinissimo

Da dopodomani, giovedì 5 maggio, a Padova tre giorni di dibattiti e seminari con grandi nomi della scienza e dell’informazione su temi di cultura digitale, mondo green e medicina innovativa

di Roberta Grendene
 Da piccolo, chi non ha mai desiderato compiere un viaggio nel tempo per perdersi in un futuro lontanissimo? E chi, almeno una volta, non ha sognato di salire sulla DeLorean DMC-12 del pazzo Doc per scappare con la fantasia? Tutti. Penso.
Ciascuno con la propria immaginazione murata e gelosamente custodita dentro una cameretta zeppa di peluche, poster e tanti anni davanti.
Roberta Grendene
Roberta Grendene
Ció che faremo, in che modo vivremo, o più semplicemente come saremo da qui a cinque, dieci, vent’anni, lo si potrà scoprire a Padova questo primo fine settimana di maggio. Parte infatti giovedì 5 la quarta edizione del Galileo Festival Dell’Innovazione; tre giorni di incontri e dibattiti con nomi illustri della scienza, della cultura digitale e dell’ impresa. In un’era, la nostra, dove l’innovazione e la tecnologia applicata a tutti gli aspetti della vita quotidiana stanno modificando radicalmente la nostra esistenza.
Numerose le iniziative in città; tra le più attese il Villaggio dell’Innovazione, un’area espositiva temporanea dove i Dipartimenti dell’Università di Padova presenteranno brevetti e progetti, per scoprire come nasce l’innovazione dentro le aule, per conoscere chi si impegna e si prodiga giorno dopo giorno pensando al nostro domani. Che è un tempo vicinissimo, nello spazio di un attimo ogni cosa è hic et nunc. Il Villaggio dell’Innovazione è un progetto del professore Edoardo Narne e dell’ingegnere Marco Zagallo con la collaborazione degli studenti del secondo anno della facoltà di Ingegneria Edile-Architettura di Padova. Tra il Bo, emblema della storica facoltà di Giurisprudenza e Palazzo Moroni, si potranno apprendere le nuove scoperte nel campo delle neuroscienze cognitive, in ambito biologico ed in Biomedicina Comparata. Ci si potrà informare sugli ultimi studi fatti dal Dipartimento di Medicina 2 Immunologia Clinica e di Medicina Nucleare, così come si conosceranno i nuovi approcci terapeutici nelle Scienze del Farmaco dell’Ateneo patavino. Senza dimenticare la ricerca in Medicina Rigenerativa, con i sorprendenti risultati forniti dagli studi sulle cellule staminali del muscolo scheletrico e gli esiti positivi delle recenti terapie messe a punto per le malattie cardiovascolari.
Ampia voce sarà data al tema del territorio e della sua rigenerazione; le aziende, gli enti pubblici e privati potranno trovare supporto competente su diversi ambiti, dagli ecosistemi naturali a quelli gestiti, da quelli agricoli a quelli paesaggistici, locali o internazionali. E andrà certamente oltre il confine italiano il laboratorio permanente UniZEB, un contributo importante che l’ Università di Padova vuole offrire al mondo dell’edilizia sostenibile. Gli studenti infatti hanno progettato un edificio che ha tutti gli spazi totalmente sostenibili dal punto di vista energetico, ambientale e sociale; importante ricordare che quest’ultimo aspetto nasce dalla collaborazione con la Facoltà di Psicologia.
Recuperare quindi.  Energia, risorse economiche, dialogo. Aspetti  fondamentali per garantire a tutti un futuro, positivo e promettente.
C’è grande attesa per l’intervento di Derrick De Kerckhove, sociologo del mondo digitale e direttore del McLuhan Program in Culture & Tecnology che con Massimo Sideri, Innovation editore del Corriere della Sera e direttore del Festival, apriranno ufficialmente la manifestazione presso Palazzo del Capitanio alle 11.30. A seguire dibattiti sul tema dello smartworking e dell’on-demand economy; e ancora l’argomento uomini, robot e organizzazione del lavoro, la sharing economy, smart innovation e smart materials. Le start up e le spin off, il mondo green ed eco design. Infine la medicina tra alimenti, salute, psiche e cronobiologia.
Chiuderà il festival, nella giornata di sabato 7, Beppe Severgnini con il suo intervento sul tema” L’Italia lenta,  l’Italia veloce”.
A Padova è quasi tutto pronto. Per correre incontro al nostro domani.

redazioneIconfronti

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