Il nostro nuovo mondo di m… tutto tarato sui soldi e i consumi

Il nostro nuovo mondo di m… tutto tarato sui soldi e i consumi
Alfonso Liguori

consumLa graziosa signorina guarda l’infinito del cielo e si chiede se esistano altre forme di vita nell’universo. Ma poi, in un rigurgito di alta filosofia, capisce che la vera domanda è: “Perché devo pagare quando prelevo col bancomat?”.

L’avrete riconosciuta, è la nota pubblicità di una banca. La prima volta che la vedi sorridi, poi la ripetitività non gioca a favore dello spot. Perché cominci a riflettere, soprattutto quando la voce fuori campo ti dice che “le grandi domande sono cambiate”. Giusto, ma se sono cambiate in tal senso non c’è proprio da stare tranquilli, perché vuol dire che tutto, ma proprio tutto si è sottomesso all’economia, e il danaro è divenuto il valore più importante, più importante anche della vita stessa.

Il giovane ed ottimo filosofo Diego Fusaro rilevava, in una sua prolusione durante un convegno dal titolo Euro, mercati, democraziaCome uscire dall’euro, organizzato dalla Associazione Asimmetrie, tenutosi a Pescara il 26 e 27 ottobre di quest’anno, che tutto è ormai subliminalmente divenuto economia, rilevando così la sudditanza alla stessa della politica. Anche il linguaggio, osserva Fusaro si è mortalmente deformato, la scuola, ad esempio, parla di crediti e debiti. Non è un bel segnale.

Al di là della discussione “Euro sì – Euro no”, finalmente, sia pur tardivamente giunta sui Media, quello che si può osservare è che abbiamo costruito un mondo basato su di un unico valore: il danaro.

Perché il danaro è la sola cosa che sempre “salva”, consente di mandare i figli alle scuole migliori, di curarsi senza problemi, di poter soddisfare i propri desideri… Insomma, oggi il danaro dà la felicità.

Qualcuno osserverà che è sempre stato così. Vero, con la non sottile differenza che un tempo si aveva rispetto per la preparazione e la cultura, si aveva deferenza per il professore di Filosofia del liceo, perché era uno che aveva studiato e sapeva. Oggi la prima cosa che i nostri ragazzi – tristemente! – fanno è considerare quanto guadagna il prof. E siccome guadagna poco, non merita il dovuto rispetto.

Aldo Cazzullo, qualche giorno fa durante una trasmissione tv osservava che oggi i ricchi sono ignoranti e non interessati a elevare il loro livello culturale, chi ha invece una cultura è povero. Anche in questo i tempi sono profondamente cambiati, perché almeno prima esistevano i mecenati, desiderosi se non di mostrarsi colti quanto meno amici dei sapienti.

In questa prospettiva esistenziale, confesso di non comprendere coloro che si indignano per minorenni che si prostituiscono onde poter comprare la borsa all’ultima moda o il cellulare in voga, l’impiegato comunale che chiede la mazzetta di poche migliaia di euro, o il politico che fa qualsiasi cosa con i soldi pubblici.

La Verità è che meriteremmo, tutti, l’Oscar, o il Nobel, fate voi, perché siamo perfettamente riusciti a costruire un mondo di M… e con una abilità senza pari.

Nel nostro “nuovo mondo” la salvezza passa attraverso i soldi, senza se e senza ma, ed è comprensibile che chiunque se li trovi sotto il naso sia tentato dal prenderseli, o che si faccia di tutto per averli, anche mandare la proprie figlie a prostituirsi.

E siccome di controbalzo l’indignazione è lo sport preferito nazionale, ecco poi in tv o sui giornali, le finte mogli di Cesare strapparsi le vesti. Come se la moralità fosse un valore assoluto, insito nell’uomo e dal quale nessuno può e deve allontanarsi, dimenticando che esempio e morale condivisa sono alla base di una società civile, moderna e democratica.

È certo che quarant’anni fa esistevano le ruberie, ma all’epoca il mariuolo scoperto si andava a nascondere per la vergogna, oggi lo stesso se ne va sfrontato per la via, sostenuto dal plauso, talvolta assordante, talvolta silenzioso, di tutti coloro che pensano abbia fatto bene. Poiché costoro sanno che, fossero stati al suo posto, avrebbero fatto lo stesso. La crisi, l’impoverimento, l’economia malata hanno acuito questi malsani sentimenti, e non deve meravigliare che da quando c’è l’Euro gli studi ci dicono chiaramente che la corruzione è esponenzialmente aumentata. Si salvi chi può!

Se avete in casa una vecchia videocassetta, di quelle con le quali registravamo i film nei tempi in cui si faceva la battaglia per il “Non si interrompe una emozione”, troverete, appunto, le pubblicità di allora: erano giocate sulla freschezza garantita dei prodotti, sulla competenza e sulla passione, sulla eleganza o sul valore culturale.
Oggi la pubblicità è tutta sul “prendi tre e paghi due”, “sottocosto”, “risparmia”, “ti faccio lo sconto”, “confronta i prezzi”, “a partire da…”, “incentivi”, “ecoincentivi”, “pagalo tra sei mesi, tra un anno”… la grande domanda è “perché pagare?” e le emozioni si interrompono quotidianamente, quando per esempio siete a chiacchierare con un amico, a scambiare momenti caldi di vita, magari a raccogliere una dolorosa confessione, ma a un certo momento dovete lasciarlo, mollarlo lì e fuggire perché… sta scadendo il parcheggio.

Il nostro “Nuovo mondo” non lascerà ai posteri una sinfonia di Dvořák, al massimo un libro della Littizzetto.

Statene certi che non ci faremo una bella figura.

redazioneIconfronti

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