Mer. Lug 17th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Il Palazzo resiste ad ogni riforma e sale la rabbia del popolo

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Ancora slalom anti-tagli per salvare Province e poltrone
il corsivista

Entro oggi il Consiglio delle autonomie dovrà consegnare un’organica proposta alle Regioni su accorpamento e razionalizzazione delle Province, alla luce della spending review (accorpamento degli enti al di sotto dei 350mila abitanti e dei 2500 km quadrati di superficie). Naturalmente, come sempre accade in Italia – da questo punto di vista il paese meno propenso alle riforme e, quindi, più incline alla conservazione e alle rendite di posizione – è scattato quello che molto efficacemente il Corsera ha definito ultimo “slalom anti-tagli”. C’è qualche Provincia che verrà salvata in base alla specificità socio-territoriale (vedi Rovigo: ma chi stabilisce, a proposito, i parametri certi di valutazione?), altri che hanno affidato ai ricorsi al Tar le proprie speranze, altre che sperano in un colpo di scena dell’ultimo minuto determinato dalla fantasia di un giurista creativo e temerario. Ma c’è di più: molte Province svicolano, in vista dell’obbligo di ciascuna Regione di ridisegnare i propri ambiti, magari andando alla ricerca di qualche nuova aggregazione o accorpamento. L’obiettivo è sempre quello di salvare poltrone e postazioni di potere, senza avere riguardo all’obiettivo del governo di tagliare queste spese nella maggior parte dei casi inutili. Perciò, c’è viva attesa per il Consiglio delle autonomie convocato per oggi. Monza, Sondrio e Mantova hanno già invocato deroghe, la Toscana chiede di salvare Arezzo. Resistenze dal Veneto, dalle Marche per Macerata, dalla Puglia per Brindisi. Le proposte che il Consiglio delle autonomie notificherà alle Regioni potranno essere modificate nello spirito delle indicazioni del Governo, ma il taglio ci sarà. Il Corsera, però, adombra il dubbio che sia già all’opera qualcuno, nelle province da falciare, per chiedere ai sensi dell’articolo 133 della Costituzione l’istituzione di nuove Province. Sembra fantapolitica, ma nell’Italia che resiste al cambiamento opponendovi ottusamente la difesa dello status quo non meraviglierebbe che, passata la bufera, possa già profilarsi un piano per l’estensione dei privilegi, il finanziamento pingue della politica scriteriata e il mantenimento sulla scena del professionismo istituzionale che è una delle catastrofi dei nostri giorni.
Questa mattina un esponente di punta di quel che resta del Pdl, Enrico La Loggia, intervistato su Raitre, disquisiva con passione della opportunità di un “cambiamento di metodo” da parte dell’attuale classe politica, segno che dall’interno del palazzo non ci si è resi ancora conto che il tempo ormai è davvero scaduto. Per come è stata ridotta l’Italia, a questa classe politica, autrice del maggiore disastro mai realizzato dal dopoguerra ad oggi, sono aperte solo due strade: il ritorno a casa per gli incapaci e i processi (e magari la galera) per i corrotti.

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