Il Parlamento “cancella” la legge contro l’omofobia

Il Parlamento “cancella” la legge contro l’omofobia

Omofobi e transfobici possono dormire sonni tranquilli, almeno per ora. Le norme che prevedono pesanti sanzioni penali per chi non rispetta una sessualità diversa sono state messe nella soffitta legislativa, grazie all’approvazione in commissione Giustizia di Montecitorio di un emendamento della Lega Nord che ha cancellato l’intera legge. Il testo in discussione estendeva i contenuti della legge Mancino del ‘93: un anno di carcere per chi istiga non solo all’odio razziale, etnico o religioso ma anche a quello contro le persone omosessuali. Paola Concia (Pd), da anni impegnata nell’approvazione della legge anti omobobia, esponente della comunità gay , ha promesso che la battaglia riprenderà in Aula, dove però rischia di riformarsi il fronte del no formato dai partiti ostili alla legge come Pdl, Lega Nord e Udc. Donatella Ferrante, capogruppo del Pd in commissione Giustizia, ha chiesto al governo di intervenire direttamente con un decreto legge: «Le aggressioni sono all’ordine del giorno e solo il cinismo di Alfano, Casini e Maroni può perseverare in questa ipocrisia imbarazzante». Dura la presa di posizione di Nichi Vendola: «E’ la fotografia precisa – dice il governatore pugliese e leader di sel – di come il centro destra ha fatto diventare l’Italia, un Paese in degrado a causa di una classe politica ipocrita». Giulia Bongiorno (Fli), presidente della commissione Giustizia, parla di «ennesima occasione gettata al vento» e auspica anche lei l’intervento dell’esecutivo. «Ancora una volta – ha sottolineato Federico Palomba dell’Idv – la lobby omofoba è intervenuta per bloccare una norma giusta e opportuna». Riprendere l’esame della legge bocciata in commissione è l’invito rivolto da Matteo Renzi, secondo il quale vanno comunque estesi i diritti civili delle coppie gay. Sull’accaduto il centro destra ha fatto cadere un velo di silenzio, con la sola eccezione della pdiellina Mara Carfagna che al momento della votazione si è però astenuta: «L’iter della norma anti omofobia deve andare avanti per trovare in Aula soluzioni condivise ed equilibrate, come quelle già attuate in molti Stati moderni». Resta da capire se palazzo Chigi risponderà davvero alla richiesta di approvare un decreto legge, iniziativa che susciterebbe nuove polemiche su una materia che vede il Parlamento da sempre diviso.

m.amelia

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