Il partito del non-voto? Al momento non ha alcun rivale

Il partito del non-voto? Al momento non ha alcun rivale
di Pasquale De Cristofaro
Foto: casertace.it

Siamo al paradosso. Non si sa ancora con quale legge elettorale si andrà al voto e siamo già precipitati nel bel mezzo di una campagna elettorale senza esclusione di colpi. Ma andiamo con ordine. Non si capisce in questo clima, per esempio, perché votare per la lista civica lanciata da Fini e Casini (foto). Mi spiego. Se resta l’attuale legge, perché uno dovrebbe votare questa lista che si fa promotore di un presidente del consiglio, Monti, che ha già detto di non volersi presentare alla competizione elettorale? Monti ha preannunciato che qualora avessero bisogno di lui, lui c’è. Ma questo non autorizza a tirarlo per la giacca e farlo diventare una foglia di fico per coprire un’indecente classe politica che in questi anni ha fatto il bello e il cattivo tempo. E, poi, perché non dire chiaramente che la vera anti-politica oggi in Italia è rappresentata anche dallo stesso governo tecnico? Questo governo è stato “non eletto” e chiamato a fare il “lavoro sporco” che i compromessi partiti politici italiani non avrebbero mai potuto realizzare. Questo governo tecnico ha rappresentato, cioè, la vera sconfitta di un’intera classe politica incapace di gestire una situazione economica gravissima. La mala-politica, in effetti, è già anti-politica. Inoltre, se l’ipotesi Fini-Casini dovesse risultare convincente non si capisce perché andare a votare. Consegniamo già tutto nelle mani di questo governo e risparmiamoci, almeno, i soldi che ci vogliono per indire le elezioni. E, ancora. Il centro-destra, travolto da quest’ultimo scandalo laziale, mi sembra tramortito. L’effetto Berlusconi è finito da un pezzo. Al Cavaliere non crede più nessuno e, lui stesso, stenta a ritenere di essere una possibile soluzione. In questo clima è facile prevedere che presto gli ex An se ne andranno per conto loro e che il Pdl imploderà. Il centro-sinistra è l’unico raggruppamento che, almeno, mostra una certa vivacità al suo interno e nelle aree vicine, ma, soprattutto, mostra di voler prendersi la responsabilità della guida del paese. È già qualcosa; anche se, ad esser sincero, non credo molto in questa ipotesi; troppe sono le distanze tra Vendola e Fioroni, per dirne una. Restano i movimenti a destra, centro e sinistra dello schieramento tradizionale che vengono additati come i “fenomeni dell’antipolitica”. Questi certamente raccoglieranno molti voti perché la gente è molto sfiduciata. Il pieno, però, lo farà il partito del non voto. Questo rappresenterà, a mio modo di vedere, la vera grande sconfitta della democrazia italiana.

redazioneIconfronti

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