Il PD festeggia ma con l’incubo di un altro ‘94

Il passo indietro di Silvio Berlusconi è stato salutato con commenti positivi dal Pd, seppure con la cautela dovuta quando si parla degli annunci del Cavaliere, e non poteva essere diversamente di fronte al nemico di sempre che si tira fuori dalla corsa per la premiership. Pier Luigi Bersani ne ha approfittato per rivendicare la primogenitura della scelta delle primarie, sfidando Beppe Grillo a fare altrettanto. Ma in più di un dirigente Pd la mossa di Berlusconi apre il timore di un “nuovo ‘94”, quando la novità dell’ultimo minuto sparigliò le carte sul tavolo. Senza contare che lo stesso Bersani preferirebbe di gran lunga trovarsi di fronte un avversario ormai in difficoltà come il Cavaliere, al quale ricordare per tutta la campagna elettorale gli insuccessi dei suoi governi, che non uno schieramento che invoca il “Monti-bis”. L’unico che evoca esplicitamente uno scenario pericoloso per il Pd è Giuseppe Fioroni, che avverte: «Se Pd e centrosinistra continuano con la follia della rottamazione di Monti e della sua agenda e Bersani non riesce ad imporsi rischiamo di regalare Monti e la sua agenda alla destra di questo paese». Ma anche altri, che al momento preferiscono l’anonimato, ammettono che tra la lista “Todi2” che muove i primi passi, la “lista per l’Italia” annunciata da Gianfranco Fini, Luca Cordero di Montezemolo, i centristi e magari, adesso, pezzi consistenti di Pdl, si rischia la costituzione di un importante schieramento “pro-Monti” che potrebbe mettere in difficoltà il progetto del Pd. Casini, del resto, anche questa sera ha escluso la possibilità di un suo riavvicinamento al Pdl, ma ha aggiunto: «Per me dopo Monti c’è Monti, non c’è Alfano, Vendola o Renzi. Se Monti non fosse disponibile a ripetere l’esperienza di Governo «noi avremo bisogno ancora di chiedere a una personalità di questo tipo di continuare il lavoro». Quindi, ha concluso, «Se questo nostro lavoro sarà condiviso da altri nel Pdl e nel Pd, magari». Molto, spiega un dirigente Pd, dipenderà anche dalle reali intenzioni di Berlusconi e da ciò che accadrà in Sicilia: se il passo indietro di Berlusconi si rivelasse una messinscena, il “rassemblement” montiano di cui parla Casini sarebbe più complicato. Così come in caso di vittoria dell’alleanza Pd-Udc in Sicilia per Casini sarebbe più difficile pensare di mettere in discussione questo schema. Ma le primarie possono diventare “un salto nel buio” per il Pdl, come spiega un altro parlamentare Pd, e innescare un “big bang” del partito berlusconiano che porti l’ala moderata nell’orbita della lista Monti. Lo stesso Bersani, da mesi, ripete che il “vuoto” che c’è a destra potrebbe essere riempito. Insomma, Bersani e i democratici festeggiano, ma tengono anche gli occhi bene aperti per capire cosa si muove sull’altro fronte.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *