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Il Pd verso le primarie con Bersani avanti nei sondaggi

Il Pd verso le primarie con Bersani avanti nei sondaggi

Visto da dentro, il Palazzo si intende, l’ultimo scorcio di campagna delle primarie appassiona il giusto. C’è la sensazione che bene o male non ci sarà grossa suspance. Nonostante i renziani portino altri numeri, quasi tutti i sondaggi danno Pier Luigi Bersani attestato ben oltre il 40% e parecchio sopra al sindaco di Firenze. Lo sguardo è già al dopo. E allora ci si interroga sulle parole del presidente Giorgio Napolitano su Mario Monti, sullo stop del Colle a una lista del Professore, sulla legge elettorale, sul ruolo che potrebbe avere Renzi in caso di sconfitta. Ma il sindaco continua a dare battaglia e “sfrutta” l’esito di un sondaggio sulle politiche di primavera, come “appello al voto”. Il riferimento è al sondaggio di Cise illustrato oggi da Roberto D’Alimonte sul Sole24Ore. Se alle primarie Bersani stacca Renzi di ben 10 punti (siamo a 48 contro 38%), per quanto riguarda le politiche i numeri sono ribaltati. «Una coalizione di centrosinistra guidata dal segretario del Pd otterrebbe il 35% dei voti, mentre se la stessa fosse guidata da Renzi raggiungerebbe il 44%», scrive D’Alimonte scatenando l’entusiasmo dei renziani. Lo stesso Renzi osserva: «Se noi vinciamo le primarie il Pd ha poi più chance di vittoria, parlerà più di futuro e tornerà a far sperare gli italiani», dice in un’intervista. In un’altra, una delle tante della giornata, il sindaco di Firenze incappa in un “incidente”. In un fuorionda a Radio 105 (ma Renzi sapeva di essere comunque registrato), il sindaco se ne è uscito con affermazioni che hanno subito scatenato polemiche: se vinco, dice, farò la rottamazione che ho promesso, ma se perdo «porterò lì», ovvero in Parlamento, «un po’ di amici miei e cercherò di avere un po’ di spazio». Bersani non la vede proprio così. Semmai, se il sindaco vorrà ricavarsi un po’ di spazio, potrà farlo dopo le politiche, al congresso del Pd del prossimo anno. «Se Renzi non vince le primarie immagino che continuerebbe a fare il sindaco. Dopodiché l’anno prossimo c’è il congresso…». «Al congresso faremo le primarie e chi ha interesse a organizzare un’area o a candidarsi può farlo tranquillamente», dice Bersani che oggi con garbo ha detto anche che in caso di ballottaggio Renzi-Vendola sosterrebbe il sindaco: «Io penso che Nichi, con il quale sono legato da grande simpatia, capirà che facendo il segretario del Pd avrei difficoltà a votare il leader di un altro partito seppur amico. Quindi voterei Renzi». Intanto, a proposito di quello che accadrà dopo le primarie, c’è da registrare il “benvenuto” dato da diversi esponenti del Pd al nuovo movimento dei fuoriusciti dall’Idv. «L’iniziativa politica di Massimo Donadi e degli amici che con lui hanno dato vita a Diritti e Libertà è un passo importante nella direzione di dare più forza all’alleanza di centrosinistra che si candida a governare il Paese», dice Rosy Bindi. Mentre suscitano qualche perplessità le indiscrezioni sull’ipotesi di un listone Pd-Sel aperto ai sindaci del movimento arancione. «Vedo circolare (spero solo su giornali) fantasiose idee di “listoni” con Sel e alleanze con “liste sindaci”».Alchimia al posto di politica, scrive Antonello Giacomelli su Twitter.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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