Il Pdl adesso teme una figuraccia per le primarie

Il Pdl adesso teme una figuraccia per le primarie

A due giorni dall’ufficio di presidenza del Pdl che dovrebbe sancire le regole delle primarie, nel partito si “brancola nel buio” e l’arrivo previsto di Silvio Berlusconi a Roma, dopo i giorni di relax a Malindi, potrebbe essere l’occasione per lo stato maggiore del Pdl di cercare di fare chiarezza. Almeno è quanto sperano gli ex An, irritati dalla bocciatura senza appello del Cavaliere sulle preferenze, proprio nella settimana in cui la riforma elettorale dovrebbe essere licenziata dalla commissione in Senato. E così, la riunione di mercoledì potrebbe trasformarsi in un nuovo “sfogatoio”, con al centro non solo le polemiche e i timori che stanno accompagnando il cammino della consultazione popolare per la scelta del candidato premier (torna a farsi strada l’ipotesi che le primarie possano saltare), ma anche la riforma del sistema di voto. Tanto che l’ex premier sarebbe tentato di non partecipare alla riunione del “Parlamentino”. Su tutto, “incombe” sempre la stessa domanda: che vuole fare Berlusconi? Nel partito, viene spiegato, sia le candidature di Santanchè e di Mussolini, che la tentazione di scendere in campo della Gelmini, hanno suscitato sospetti: dietro c’è lo “zampino” del Cavaliere? Il quale, non è un mistero, nonostante le abbia lanciate lui nella nota e nel vidomessaggio sul passo indietro, non ritiene possano portare quell’effetto salvifico in cui spera Alfano. Ragionamento che, del resto, accomuna più di un maggiorente di via dell’Umiltà, anche se tutti ufficialmente – fatta eccezione per le “amazzoni” – si guardano bene dal metterne in discussione lo svolgimento (e gli ex An meditano una candidatura di “destra”). Sì perché, viene ancora spiegato, le primarie al momento per i pidiellini rappresentano l’unico “ancoraggio” alla sopravvivenza del partito e la possibilità – soprattutto schierandosi con il segretario – di ipotecare una ricandidatura in Parlamento. Tanto più se davvero l’ex premier alla fine metterà in campo la sua lista civica e insisterà sulla necessità di presentarsi alle urne “spacchettati”.
Cavaliere intanto incassa l’appoggio del Pdl sul processo Ruby: come già successo per la sentenza Mediaset, il partito fa quadrato e difende Berlusconi. In campo anche il segretario, che in una nota parla di estraneità dell’ex premier e di solito accanimento mediatico-giudiziario. Ma il sostegno a Berlusconi, come appunto per la sentenza di condanna nel processo Mediaset, continua a limitarsi al fronte giudiziario. Discorso diverso per le “amazzoni”, che lanciano “bordate” al partito fino a chiederne, come Santanchè, l’azzeramento totale e ormai quotidianamente nel mirino del Pdl. Nunzia De Girolamo, dopo che Galan ha sollevato la questione della loro delegittimazione, invocando un intervento di Alfano, su twitter sottolinea come da parte del segretario non sia arrivata mai una parola di sostegno e tuona: «Mi sono rotta del metodo squallido che qualcuno utilizza per denigrare le donne che fanno politica nel Pdl». Ma Alfano, che oggi ha incontrato Napolitano ribadendo il sostegno del partito a Monti e la ferma volontà a modificare la legge elettorale, tira dritto, lasciando ad altri le polemiche e punta sulle primarie per rilanciare il Pdl ma anche la sua leadership, convinto che nonostante i dubbi, Berlusconi non si metterà di traverso. Anche se, viene riferito, lo stesso segretario guarderebbe con preoccupazione alla possibilità di un numero troppo elevato di candidati, che potrebbe rivelarsi un boomerang per la stessa “credibilità” delle primarie. Domani nuova riunione del tavolo delle regole per definire gli ultimi dettagli (tra cui l’ipotesi del voto on line) in vista dell’Ufficio di presidenza. Non è escluso che domani sera segretario e alcuni big possano incontrare il Cavaliere.

m.amelia

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