Il Pdl cerca di salvare la poltrona agli onorevoli-presidenti di Provincia

Si va per riformare il reato di diffamazione e si scopre che c’è un sub-emendamento per cancellare l’ineleggibilità alla Camera dei deputati che grava sui presidenti di Provincia del senatore Gennaro Coronella, appartenente al Pdl. Il provvedimento in questione è il “Salva-Sallusti”: il Senato lo avrebbe dovuto licenziare martedì scorso, direttamente in commissione. Solo un passo indietro dei membri Pd, Idv e Api ha fatto sì che il ddl debba passare pure per l’aula. In questo provvedimento però sono state scoperte quattro righe che recitano così: “All’emendamento 1.1000, dopo il comma 1 aggiungere il seguente: “1-bis. Al primo comma dell’art. 7 del D. P. R. 30-3-1957 n. 361 sono soppresse le lettere a) e b)””. La legge del ’57 è il “Testo Unico delle Leggi Elettorali per la Camera dei deputati”. L’articolo 7 parla delle cause di non eleggibilità alla Camera. E le lettere a e b che Coronella vuole sopprimere, recitano: “Non sono eleggibili: a) i deputati regionali o consiglieri regionali; b) i presidenti delle Giunte provinciali”. La prima causa di ineleggibilità fu cassata dalla Consulta. La seconda, invece, permane.
Il secondo comma del sub-emendamento recita invece: “Le disposizioni delle lettere a) e b) del primo comma dell’art. 7 del DPR 30-3-1957 n. 361 non si applicano per i parlamentari in carica”. La norma cui si rivolge è la stessa (no al doppio incarico presidente di Provincia – deputato), ma qui il sub-emendamento pare riferirsi alle incompatibilità presenti.
Pertanto, verrebbero salvati i deputati che sono anche presidenti di provincia. Uno di loro è Domenico Zinzi, Udc, presidente della provincia di Caserta (la stessa da cui proviene Coronella e in cui Pdl e Udc governano insieme). E poi ci sono altri campani come il presidente della Provincia di Napoli e Salerno, Luigi Cesaro e Edmondo Cirielli, Pdl, per i quali i rispettivi consigli provinciali hanno già sollevato l’incompatibilità fra i due mandati. E poi ci sarebbe il senatore Cosimo Sibilia, anche lui presidente di Provincia ad Avellino. E ancora: Antonio Iannarilli (Pdl) a Frosinone, anche lui sotto contestazione di incompatibilità; Antonio Pepe (Pdl) a Foggia; Daniele Molgora (Lega) a Brescia, che ha già dichiarato di non volersi ripresentare alla Camera. Da notare che il termine per dimettersi da presidente di Provincia e candidarsi alla Camera è di sei mesi prima della data delle Politiche: in pratica, sarebbe scaduto grosso modo da una decina di giorni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *