Il Pdl rischia primarie con sole comparse, caccia al vero leader

Comunque vada in Sicilia, Angelino Alfano vuole dare un forte segnale di svolta nel Pdl. Non è dato sapere se farà una rivoluzione vera e propria. Di certo vuole imprimere un cambio di rotta, che potrebbe passare da un annuncio importante, quello della sua candidatura alle primarie, lanciate oggi da Silvio Berlusconi. Il segretario del Pdl, del resto, è stato il primo a proporle dopo il suo insediamento in via dell’Umiltà. E da giorni un po’ tutti (da Fabrizio Cicchitto a Ignazio La Russa, da Renato Brunetta a Maurizio Lupi, da Raffaele Fitto fino a Renato Schifani e Gianni Alemanno) gli consigliano di rompere gli indugi. Ora, l’occasione per accelerare, è arrivata proprio dal Cavaliere, in maniera ufficiale, attraverso un comunicato scritto che, raccontano dalle parti di via dell’Umiltà, sarebbe stato concordato tra Berlusconi e Alfano dopo un faccia a faccia a palazzo Grazioli e alcuni contatti telefonici. Non manca però chi fa notare il silenzio del segretario dopo il passo indietro del Cav, ricordando il “freddo” tra i due dei giorni scorsi. Alfano adesso è chiamato a dare la scossa, ma non ha alcuna intenzione di archiviare il Pdl per riesumare un nuovo soggetto in stile Forza Italia. Anzi. Il segretario, riferiscono in via dell’Umiltà, non vuole affatto buttare il Pdl alle ortiche, ma scommette sul suo rilancio e questo, raccontano, lo avrebbe detto a chiare lettere all’ex premier in più occasioni, anche nelle ultime ore. Subito dopo il voto in Sicilia, Alfano potrebbe già decidere di scendere in campo per la premiership nel 2013. L’annuncio delle primarie ha dato una scossa al partito e un segnale chiaro di cambiamento alla “base” dopo mesi di immobilismo. Si è aperta, infatti, una conta interna, che permetterà alle varie correnti di pesarsi, rimettendosi in gioco nel segno della trasparenza. Agli ex An l’idea piace moltissimo, perché intravedono la possibilità, in tempi di rottamazione, di farsi valere. «Si tratta di una sfida per tutti, una scossa di cui abbiamo bisogno in un momento delicato come questo, dove regnano caos, veleni e veti incrociati», confida un autorevole esponente azzurro. Una sfida che nessuno potrà sottovalutare, a cominciare dalla Lega e dal “potenziale alleato”, l’Udc. Resta, però, un ostacolo da superare: la “variabile Berlusconi”. Dopo gli scandali alla Fiorito e le fibrillazioni quotidiane legate alla leadership futura, Alfano vuole accelerare. Il progetto di unire i moderati è fermo e le politiche incombono. Anche se Casini mantiene la cautela, non c’è più tempo per indugiare. Il segretario di via dell’Umiltà dovrebbe annunciare la sua nuova squadra dopo le elezioni siciliane. Allo stato si sprecano le voci su chi ne farà parte. Circolano con insistenza i nomi dei cosiddetti “quarantenni” e si parla anche di una nutrita pattuglia rosa ma si tratta solo di rumors. Nell’ottica del rinnovamento, qualcuno è arrivato a ipotizzare persino un azzeramento dei vertici pidiellini con la richiesta di un passo indietro a coordinatori regionali e nazionali, ma in via dell’Umiltà viene considerata una scelta troppo drastica e controproducente. Oggi Alfano preferisce non parlare di “interna corporis”, concentrandosi sull’incontro avuto ieri sera a palazzo Chigi con il premier Mario Monti sulla legge di stabilità. Convinto che la politica fiscale, come negli Usa, “determinerà il vincitore delle elezioni”, durante una conferenza stampa in via dell’Umiltà si limita a ribadire i “paletti” del Pdl al governo tecnico in materia fiscale. Intanto, nel Pdl l’idea delle primarie affascina tutti. Ed è partita la corsa a candidarsi. Almeno nelle intenzioni. I primi a scendere in campo sono stati l’ex governatore del Veneto Giancarlo Galan e Daniela Santanchè, considerati i pasdaran berlusconiani pronti a fare una “nuova cosa azzurra” con il Cav. Persino i “formattatori” annunciano un loro candidato. Scaldano i motori, invece, ma non avrebbero ancora sciolto la riserva Guido Crosetto, Giorgia Meloni e Maria Stella Gelmini.

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