Home
Tu sei qui: Home » Archivio » Il Pdl si agita e mostra il solito “braccio di ferro”, i resti di Silvio

Il Pdl si agita e mostra il solito “braccio di ferro”, i resti di Silvio

Il Pdl si agita e mostra il solito “braccio di ferro”, i resti di Silvio

Il Pdl accusato dal Pd di essere scomparso dalle cronache si affida ancora a Berlusconi per tentare di esistere a fronte di sondaggi che ormai lo danno come forza politica totalmente implosa, al punto da imporsi il cambio del nome e di strategia politica. E Berlusconi ha tentato di menar fendenti a tutto campo per guadagnare la ribalta. “Le norme del fiscal compact impediscono la crescita”, ha detto nel corso di un’intervista al direttore del “Giornale” Alessandro Sallusti, apparsa anche sul sito del quotidiano. “Renzi porta avanti le nostre idee, sotto le insegne del Pd”, ha continuato il leader di Centrodestra nel tentativo di mettere il cappello anche sulla confusa iniziativa per il presunto rinnovamento del Pd. “Se Renzi vince le primarie si verifica questo miracolo: il Pd diventa finalmente un partito socialdemocratico”, ha chiosando Berlusconi recuperando il vecchio argomento di un Centrosinistra ancora ostaggio della ideologia e della cultura del Partito comunista.
Da Renzi a Grillo il passo è stato breve. “Uno straordinario attore comico, ma sta ancora facendo quel mestiere. Non ci s’improvvisa amministratori di un Paese o di una città”, ha commentato Berlusconi a proposito del leader del Movimento 5 Stelle, nel corso della stessa intervista rilasciata al direttore del quotidiano di cui è proprietario la sua famiglia.
In una giornata che ha riportato il leader del Pdl alla ribalta dopo un periodo di quasi totale silenzio, ha detto la sua anche il segretario del partito Angelino Alfano. “Noi vogliamo che una legge elettorale si faccia presto per restituire ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento. Pensiamo che entro la prima decade di ottobre, come si sta impegnando ad ottenere il presidente del Senato, la legge elettorale nuova ci sarà. Alfano, parlando ad Atreju, ha aggiunto: “Chiediamo a tutti coloro i quali in modo indiretto stanno difendendo il Porcellum di farlo pubblicamente”. Per quanto riguarda la transizione del Centrodestra, Alfano ha spiegato: “Noi non abbiamo il problema di andare oltre Berlusconi. Lui è in campo ed ha un indice di notorietà e di fiducia altissimo che lo pone in testa alle classifiche tra i leader”. Una frase che è apparsa quasi “imposta”, dal momento che una delle critiche più forti all’attuale momento del Pdl è il ruolo e la funzione apparenti dello stesso Alfano, dietro il quale si agita da sempre la volontà e la forza del “padrone” del partito. “Questo significa che quella del tempo dell’annuncio della sua discesa in campo non è una questione cruciale: con la notorietà che ha non ha bisogno di farsi conoscere dagli italiani”.
Sulla questione morale e sull’ultimo scandalo della Regione Lazio, Alfano ha preso le distanze dai consiglieri fortemente sospettati di immoralità circa l’uso dei fondi destinati ai gruppi consiliari. “Per noi Fiorito è già fuori dal partito. In vista del Consiglio regionale di domani chiederemo alla presidente Polverini di cancellare le norme e gli atti amministrativi che hanno reso possibile che i gruppi consiliari potessero ricevere questi soldi senza dovere dare giustificazioni ad alcuno”, ha detto il segretario Alfano. “Il Pdl farà la propria parte fino in fondo – ha chiarito – perché non ha nulla a che fare con ladri, rubagalline e mascalzoni. Non siamo preoccupati di un nuovo “caso Lusi” ma di quello che toglie prestigio alla politica”.
Per la democrazia nel partito, Alfano ha aggiunto: “Io sono per le primarie a tutti i livelli, perché creano fermento e fanno scegliere ai nostri militanti gli incarichi di vertice e dove le abbiamo usate hanno funzionato tanto bene da farci vincere sempre”. “Se non fosse stato candidato Berlusconi alla premiership e io fossi candidato, le primarie – ha concluso Alfano – le avrei volute e le vorrò anche su di me. Poi una stoccata al Pd: “Nelle primarie tra Bersani e Renzi non è emerso un solo contenuto se non che Renzi non vuol ricandidare Bindi e D’Alema e invece Bersani sì…”.

Informazioni sull'Autore

Numero di voci : 3627

Lascia un Commento

© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

Scroll in alto