Mer. Lug 17th, 2019

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Il Pdl si consuma nella lotta fratricida: match Santanchè-Napoli

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La Parlamentare all’attacco della classe dirigente pidiellina, suscita l'ira di molti colleghi

Daniela Santanché indossa gli abiti di rottamatrice e torna, su ‘Il Foglio’, all’attacco della classe dirigente pidiellina. Connetta cervello e lingua prima di parlare, le replica il suo collega di partito Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati Pdl. «L’apparato è un cancro», è l’esordio della Santanché: «Il Pdl va azzerato, chi ha un incarico adesso si deve dimettere a cominciare dal segretario Alfano fino all’ultimo dei coordinatori provinciali. Chi ha più di tre legislature alle spalle non va più candidato in Parlamento, deve sparire». «In questo momento – aggiunge – il Pdl è peggio della Dc. Dobbiamo rappresentare anche una discontinuità rispetto all’esperienza di Mario Monti. Chi sostiene Monti non può restare con noi». Insomma, via tutti, da Scajola ai ‘montiani’ Frattini e Gelmini. Unico salvato è il Cavaliere: «Berlusconi è l’unico che ha coraggio, gli altri hanno palle di velluto». Tesi che fanno imbestialire Napoli: «E’ sempre antipatico commentare le interviste di amici, come Daniela Santanché. E’ addirittura imbarazzante commentare giudizi e parole in libertà date da chi non ha mai consumato le suole delle scarpe per prendere un voto – dico un voto – per il PdL. L’idea, poi, di rottamare tutti i pidiellini che sostengono Monti è a dir poco bislacca perché il progetto di Monti è stato ed è accarezzato dal presidente Berlusconi come il punto d’approdo più utile all’Italia per i prossimi anni. Vale lo stesso ragionamento per il rassemblement dei moderati, un obiettivo per raggiungere il quale Berlusconi ha fatto gesti e atti di una generosità esagerata, da tutti apprezzata, nel partito e fuori». «Se amici e amiche del PdL imparassero a contare fino a 10 e a mettere in moto il cervello prima della lingua, probabilmente il partito non sarebbe nelle difficoltà in cui oggi si trova. Ad Alfano e a tutto il gruppo dirigente del Pdl che in questi anni, con grande difficoltà, è riuscito ad amalgamare un gruppo parlamentare e un partito, va tutta la mia personale solidarietà, stima e amicizia. Sentimenti non diversi nutro per il presidente Berlusconi il quale, come tutti gli riconoscono, è dotato in larga misura del bene dell’intelletto. Peccato non possa trasferirne neppure una briciola a chi pretende, senza averne il ruolo, di parlare a suo nome», conclude.

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