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Il Pdl soccorre Berlusconi con altra legge ad personam

Il Pdl soccorre Berlusconi con altra legge ad personam

Forcing per introdurre un quarto grado di giudizio che renderebbe non piĂą definitive le sentenze della Cassazione. Il Pdl in questi giorni sta cercando di forzare, con un emendamento al decreto sviluppo, i codici di procedura e di stravolgere il principio secondo cui, dopo il pronunciamento della Corte di Cassazione, una sentenza civile o penale passa in giudicato.
L’emendamento – che rientra nei 1600 presentati al decreto Sviluppo – è stato presentato nella giornata di ieri da un gruppo di senatori berlusconiani. La norma sarebbe retroattiva e per molti rappresenta un tentativo di una legge ad personam per tutelare gli interessi di Silvio Berlusconi.
Il governo si schiera contro l’emendamento, mentre il Pd insorge. L’emendamento sarebbe, a detta di molti, un tentativo di cambiare la legge per salvare Berlusconi da processi e condanne, a partire dalla sospesione del pagamento di 560 milioni alla Cir di Carlo De Benedetti per il Lodo Mondadori, la cui sentenza della Cassazione è attesa a breve.
«A tutti è venuto il sospetto che l’ex premier l’abbia fatto proprio per questo» – hanno denunciato i democratici in Senato.
Il testo dell’emendamento è stato presentato dai senatori Pdl Giuseppe Valentino, Mariano Delogu, Franco Mugnai, Alberto Balboni e Carlo Sarro. L’emendamento, che riporta in auge il principio della responsabilitĂ  civile dei giudici, prevede che «se una sentenza della Cassazione è affetta da manifesta violazione del diritto comunitario, la parte interessata può chiedere la correzione o la revocazione con ricorso presentato alle Sezioni Unite» della stessa Cassazione. Il discorso non vale solo per le sentenze future, ma ha anche valore retroattivo e riguarda anche le sentenze depositate due anni prima dell’entrata in vigore della legge.
Il condannato in passato potrĂ  chiedere il cosiddetto quarto grado di giudizio entro 180 giorni dall’effettiva entrata in vigore della nuova norma.
Uno dei firmatari dell’emendamento, Carlo Sarro difende l’idea: “Prima di tutto non è un quarto grado di giudizio – precisa – ma un nuovo caso di revocazione: istituto giĂ  previsto nel nostro ordinamento. Semplicemente lo estendiamo alla violazione del diritto comunitario. Capisco che voi ora farete delle dietrologie, ma si tratta solo di una norma utile ai cittadini e che non interessa per nulla vicende che riguardano Berlusconi…”.
Di diverso avviso il presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro, che definisce la norma “gravissima”. Il Governo, chiede il Pd, “prenda le distanze da una norma che è chiaramente contraria alla Costituzione”.
Intanto il sottosegretario alla Giustizia Salvatore Mazzamuto avverte di aver dato parere contrario all’emendamento: “I firmatari – avverte Mazzamuto – hanno preannunciato una riformulazione quindi è accantonato”.

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