Mer. Giu 26th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Il Pdl va alle primarie ma perde pezzi per strada

4 min read
Il Cavaliere può tirare fuori dal cilindro una sua lista sparigliando le carte

Le primarie del PdL si faranno, e si terranno il 16 dicembre. Dopo spaccature, discussioni, contrasti, il Popolo delle Libertà ora ha il suo punto fermo, anche se resta da vedere cosa farà Silvio Berlusconi. Sullo sfondo resta infatti la possibilità che il Cavaliere possa tirare fuori dal cilindro una sua lista sparigliando le carte. E’ infatti con Berlusconi che il segretario Angelino Alfano è rimasto a colloquio, a palazzo Grazioli, quando la riunione convocata con i coordinatori regionali e provinciali per affrontare gli aspetti organizzativi delle primarie era già iniziata, dopo essere slittata di un’ora rispetto al previsto orario di inizio. Un faccia a faccia che i bene informati definiscono dai toni “drammatici”. Col Cavaliere che ancora oggi ha tenuto il punto cercando di dissuadere il segretario, «è un suicidio, il bacio della morte» gli avrebbe detto, e Alfano deciso ad andare avanti, “ostaggio” dei diktat dei colonnelli dell’area ex An, che avrebbero minacciato di spaccare il partito nel caso di un retromarcia sul confronto. Non a caso, se dopo l’incontro di ieri a palazzo Grazioli, sembrava aver preso piede la linea di guadagnare tempo, spostando la data del confronto al 13 gennaio, oggi è tornata a prevalere la linea del 16 dicembre caldeggiata dai colonnelli dell’area ex An, con Ignazio La Russa in testa, che secondo le indiscrezioni avrebbe puntato i piedi, prospettando l’ipotesi di sbattersi la porta alle spalle. Di fatto ancora stamani a Montecitorio i parlamentari del PdL discutevano sulla data, propendendo chi per l’una e chi per l’altra, con dicembre alle porte e poco tempo per organizzare, o gennaio che per effetto dell’election day potrebbe già vedere uno scioglimento delle camere e la campagna elettorale in atto. E mentre questo accadeva in cortile, in Transatlantico, alla bouvette, in Aula Alfano era impegnato in mini-vertici con Gelmini, Frattini, La Russa, Verdini. E poi di nuovo preso in discussioni in una saletta riservata con altri parlamentari. Tutto, mentre un pezzo di Pdl, (Isabella Bertolini, Gaetano Pecorella, Giorgio Starcquadanio, Franco Stradella, Roberto Tortoli) spiegava le ragioni del proprio addio e presentava “Italia Libera”, soggetto nel nome di Monti. Anche se al suo arrivo da palazzo Grazioli alla sede del partito Alfano, ha salutato la platea portando «il saluto di Berlusconi che condivide la data e il percorso che è stato individuato in queste ore», lo strappo che si era consumato era già parso lampante nelle parole dell’amazzone Michaela Biancofiore. Il Cavaliere «ha ceduto alla cosiddetta nomenclatura», ha detto la fedelissima del Cavaliere, ovvero, ha perso il controllo sulla sua creatura. Per un’altra berlusconiana doc, Nunzia De Girolamo «il Pdl era un grande progetto, ma la fusione tra An e Fi, sul territorio non ha funzionato». Fabrizio Cicchitto ha cercato di gettare acqua sul fuoco affermando: «Non ha vinto la linea degli ex An, si è proceduto con quanto già deciso». Ma Sandro Bondi che da tempo invoca il ritorno in campo del Cavaliere squarcia il velo: «Non sono affatto d’accordo con Cicchitto, come accade ormai da tempo. In verità da oggi le scelte più importanti vengono decise nel PdL da La Russa e dalla corrente trasversale, che ormai impongono le proprie decisioni ad un partito diviso e smarrito». A brindare sono soprattutto i colonnelli ex An – La Russa e Gasparri in testa – che avevano trasformato la conferma di quella data in una questione (politicamente parlando) di vita o di morte. Raccontano che anche Silvio Berlusconi non l’abbia presa affatto bene. Non tanto l’insistenza sulle primarie, in realtà. Quanto l’ostinazione del segretario a volersi legare alla vecchia dirigenza, a voler salvare a tutti i costi quel Pdl che lui invece ha già rimosso. L’ex premier – viene spiegato – si aspettava ancora che Alfano si lasciasse coinvolgere nel nuovo soggetto al quale sta lavorando. Soggetto nuovo sì, ma con il solito vecchio nome: Forza Italia. Un’operazione ufficialmente sempre smentita da Berlusconi e di cui, per la verità, si vocifera ormai da tempo. Negli ultimi giorni tuttavia il progetto avrebbe subito un’accelerazione, con un intensificarsi di incontri: addirittura si starebbe già ragionando su una possibile struttura sul territorio. Dentro ci sarebbero nomi nuovi ma anche quelli di alcuni fedelissimi che l’ex premier vorrebbe traghettare nella Newco. Allo studio del Cavaliere ci sarebbe un ventaglio di 4-5 progetti tra cui selezionare quello da tirare fuori all’occorrenza. Ed è proprio sul fronte dei tempi che ci sarebbe una novità, perché adesso si parla di una decina di giorni, soprattutto se le primarie del centrosinistra dovessero consegnare a Bersani una vittoria al primo turno. E se la tempistica dovesse essere effettivamente questa, è evidente che l’impatto sulle primarie del segretario sarebbe devastante. Intanto, però, resta ancora da svelare il grande mistero dei “veri” candidati alle consultazioni. Rimasto in parte top secret l’elenco dei “disponibili”, quello dei competitor che si sfideranno sarà ufficializzato solo domenica dopo le 12, termine per presentare le 10mila sottoscrizioni necessarie. Sempre che si tengano – e per quanto fatte al risparmio – le primarie daranno comunque un colpo alle già fragili casse del Pdl. Denis Verdini, aprendo la riunione con i coordinatori, lo ha detto piuttosto esplicitamente: «La questione finanziaria incombe sul partito».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *