Il peggio e il meglio di questa campagna elettorale

Il peggio e il meglio di questa campagna elettorale
di Ernesto Scelza
Ernesto Scelza
Ernesto Scelza

Partiamo dal peggio. “Se vinciamo noi, il giorno dopo le elezioni facciamo una ‘Marcia su Roma’” dice Beppe Grillo. E subito il ‘NonpiùCav’ replica: “la ‘Marcia su Roma’ la facciamo noi”. È costretto a rincorrere, il vecchio capocomico, per tutta la campagna elettorale: anzi, per tutta la “campagna pubblicitaria”, come gli sfugge di dire la sera degli appelli in Tv. Ma già in altro tempo aveva svelato la sua concezione della politica, la sua particolare ‘visione del mondo’: quando aveva parlato del suo elettorato chiamandolo “il mio pubblico”. Ma il vertice dell’infamia lo hanno raggiunto i leghisti -e come non potevano- con i due ‘blitz’ davanti casa di Romano Prodi a Bologna, e di Elsa Fornero a Torino. “Per fortuna il ministro non è in casa, perché mi prudono le mani…” avrebbe detto Matteo Salvini, con il ghigno di schifo in volto. Lo avrà fatto per mostrare le credenziali squadriste della Lega a Marine Le Pen, sua prossima sodale in Europa. E proprio mentre la Le Pen è impegnata a prendere le distanze dalle posizioni più estreme del suo schieramento razzista e neofascista. A noi è tornato in mente l’assalto guidato da Gabriele D’Annunzio all’abitazione di Giovanni Giolitti al termine di un comizio per l’intervento dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale. Gli storici hanno sempre definito quell’episodio ‘vergognoso’. E vi hanno letto il nascere di quell’aggressività violenta e volgare che caratterizzerà il fascismo. La tessera ‘numero uno’ del futuro del PartitoNazionaleFascista, il ‘Vate’ sapeva coprire di funereo estetismo le peggiori vergogne, niente di simile con Salvini. Questo il peggio della campagna elettorale. Quanto al meglio: non registrato.

I Confronti / Le Cronache del Salernitano

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